Recchi: “Agliardi, Angelini, Bisoli, Cheddira, Foschi: adesso parlo io!”

A tu per tu con l’ex ds bianconero: “La difesa va rinforzata subito con due elementi, in avanti serve una clone di Ricciardo. Se Rino spendeva troppo la colpa era di Lugaresi... ”
12.11.2018 08:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 4528 volte
Recchi: “Agliardi, Angelini, Bisoli, Cheddira, Foschi: adesso parlo io!”

Antonio Recchi c’è, bello carico. E, ancora una volta, dice tutto quello che pensa sull’universo bianconero. Senza peli sulla lingua.

Recchi, sabato che Cesena ha visto ad Isernia?
“Un Cesena non certo bellissimo. Ma comunque vincente. Un Cesena che ha palesato le solite lacune in ogni reparto, ma che comunque è stato trascinato al successo dall’infaticabile De Feudis e dallo strepitoso Agliardi”.

Agliardi, da quando è tornato a Cesena, ha sempre fatto faville.
“Federico sta facendo i miracoli, senza le sue parate ora la squadra di Angelini in classifica avrebbe diversi punti in meno. Troppo facile, però, fargli i complimenti ora. Agliardi era da prendere già la scorsa estate, io questa cosa la dicevo da luglio. Su questo fronte la società ha perso tempo prezioso... ”.

Ora come dovrà muoversi il Cesena nel mercato di riparazione?
“Lo stesso Agliardi non può essere tartassato dagli avversari in questo modo in ogni partita. Servono dunque innanzitutto due rinforzi in difesa: un terzino destro che sappia anche spingere e un centrale. Poi io prenderei subito un centrocampista di quantità”.

Voleva dire di qualità, vero?
“Assolutamente no! Là in mezzo, secondo me, serve un altro corridore da affiancare al mitico Conte. Un giocatore con gli attributi che conosca bene la D. Poi, se Pelliccioni vuole prendere anche una mezzala che sappia dare del tu al pallone, ancora meglio... ”.

In attacco potrebbe arrivare Cheddira.
“Gran giocatore, Cheddira. Ma secondo me, ora come ora, là davanti ci vuole un altro tipo di attaccante. Un giocatore con le stesse caratteristiche di bomber Ricciardo. Il campionato è lungo, serve un’altra torre che sappia segnare, che sappia tenere alta la squadra. Non si può essere Ricciardo-dipendenti”.

Lei dove li andrebbe a prendere questi rinforzi?
“Qui serve gente di categoria, gente subito abile ed arruolabile. Io andrei a pescare dei big di serie D, anche in altri gironi. La gente che arriva dalla C, spesso, è un’incognita. Soprattutto se fino a questo momento ha giocato poco”.

Un commento sull’operato di Angelini.
“Il buon Angelini sta facendo quello che... doveva fare. Magari questo Cesena non sta entusiasmando col gioco, però i bianconeri sono secondi a due punti dalla vetta e in trasferta hanno iniziato ad ingranare. Fidatevi di me: Angelini è partito per vincere questo maledetto campionato e, alla fine, filerà dritto in C”.

E poi cosa succederà? Resterà lui o farà posto a... Bisoli?
“Bisoli di nuovo a Cesena? Tutto è possibile, anche perché conoscete bene il legame speciale che c’è fra questo uomo e la piazza bianconera. La vedrei bene, una ripartenza in C col Bisolone in panca. Questi discorsi, però, mi paiono indelicati. Ed inopportuni. Angelini sa bene che se vince la D non avrà al 100% il posto assicurato per la prossima stagione. Però è anche vero che non si può parlare di queste cose a novembre. Ora basta! Lasciamolo lavorare in pace! Per piacere... ”.

Una cosa, intanto, la possiamo già dire: la Cesena che vive di calcio è rinata.
“E non poteva essere diversamente! La Romagna bianconera, in un certo verso, ha visto quel fallimento come una liberazione. La gente era stufa di sentire parlare sempre di debiti, di problemi finanziari, di patetiche risse verbali fra Lugaresi e Foschi, di lettere in cui si annunciavano finti suicidi. Ora finalmente c’è aria nuova”.

A proposito, vogliamo dire una volta per tutte chi è il vero responsabile di questo fallimento?
“Io, se proprio mi devo sbilanciare, ritengo che la gestione Lugaresi abbia molte più colpe della gestione Campedelli. Perché da quando Lugaresi ha ripreso in mano il club a quando è arrivato il fallimento sono passati più di cinque anni. Io, da tifoso, la penso così”.

Foschi almeno due volte ha superato il budget che gli era stato assegnato.
“Verissimo! Ma lui, che è un tifoso vero, ha ‘sforato’ anche perché voleva provare a fare qualcosa di importante per la sua squadra del cuore. Se Foschi ha speso di più, la colpa è di Lugaresi. Era Lugaresi il Presidente! Foschi era soltanto un dipendente! Di solito sono i capi che controllano e sorvegliano i propri sottoposti. Si vede che a Cesena, le gerarchie, non erano rispettate. E mi fermo qui... ”.