Ravaglia: “Bisoli mi fece fuori senza motivo. Stavo per smettere, poi però...”

L’ex portiere bianconero si confessa: “Fra i miei ricordi più belli c’è pure quell’incredibile 3-2 in rimonta col Ravenna. Io sono un romantico: sogno sempre un revival in bianconero…”
03.04.2019 18:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Ravaglia: “Bisoli mi fece fuori senza motivo. Stavo per smettere, poi però...”

E dove li mettiamo tutti questi ex? Cavolo, vuole tornare a Cesena anche Nicola Ravaglia. E, fidatevi di me, prima o poi questo suo sogno colorato di bianco e nero diventerà realtà.

Ravaglia, se le diciamo 'Cesena' cosa le viene subito in mente?

"Innanzitutto il mio debutto assoluto, in serie B, al Manuzzi, contro il Verona: un'emozione già di per se da urlo accentuata dal fatto che il sottoscritto, in quello stadio, ci aveva sempre vissuto nelle vesti di semplice tifoso e di...raccattapalle. Mi vengono poi in mente altri frammenti sparsi: il debutto in A contro il Napoli, quell'incredibile derby col Ravenna vinto in rimonta per 3-2 in pieno recupero, quel successo arpionato sempre in A a Palermo, la festa promozione al Bentegodi del 2009..."

Ci sarebbe poi da parlare del suo grande 'amicone' Bisoli...

"Proprio nel 2009, dopo il salto in B, Bisoli mi scaricò (Ravaglia finì in prestito al Viareggio, ndr). Quella volta mi incazzai di brutto. Ma a distanza di 10 anni posso dire che quella scelta del mister fu giusta: all'epoca ero ancora troppo acerbo, non ero ancora pronto per la cadetteria. Ben diverso è il discorso legato all'altro mio ‘taglio’. Nel 2012, dopo l'esonero di Nicola Campedelli, io fui letteralmente fatto fuori da Bisoli. Era reduce da un anno formativo vissuto in A, ero un capitale del Cesena, ero carico come una molla: eppure fui messo subito da parte per far posto a Belardi. Senza una vera giustificazione..."

Alla fine di quella stagione il granitico Bisoli fu confermato. E lei rischiò di andare in depressione..."

In depressione? Dai, non esageriamo! Però, di sicuro, quello è stato il momento più difficile della mia carriera. Anzi, della mia vita. Mi sentivo inutile. Avevo perso la fiducia, le motivazioni. Il Cesena mi spedì al Vicenza, in terza serie. Il fatto di dover ricominciare tutto da capo, di essere passato in due anni dalla A alla C, di essere stato ancora una volta segato da Bisoli, mi faceva stare male. Più di una volta ho pensato di appendere i guanti al chiodo, di farla finita col calcio. Poi, per fortuna, ho avuto la forza di tenere duro. Di non mollare".

Gli anni passano. Sappiamo però che lei è rimasto un super-tifoso del Cesena.

"Potete dirlo forte! Sui bianconeri sono sempre informatissimo. Ultimamente la squadra di Angelini ha perso per strada qualche punto pesante, ora le lunghezze di vantaggio sul Matelica sono appena due. Però è anche vero che lo striscione dell'ultimo chilometro ormai è davvero vicino. Bisogna stringersi tutti assieme a questo gruppo, al mister, a questa società che la scorsa estate è ripartita da zero, ai big. Ecco, i big. In queste ultime cinque gare dovranno obbligatoriamente farla la loro, la differenza. Non si può rovinare tutto alla fine. Sempre…forza Cesena!”.

Il suo sogno nel cassetto resta sempre quello di chiudere la carriera in riva al Savio, giusto?

"Non potrebbe essere diversamente. Anche perché io ero e resto un...romantico. Mi piacerebbe finire dove tutto è iniziato. Mi piacerebbe tornare a giocare per la squadra per cui faccio il tifo. Mi piacerebbe chiudere da protagonista in questa piazza dove, per un motivo o per l'altro, non sono mai riuscito ad esprimere appieno il mio potenziale. Lo so bene, è sempre difficilissimo essere profeti in patria. Lo so bene, spesso le minestre riscaldate sono indigeste. Ma io, questa sfida dentro la sfida, prima o poi la voglio vincere. Ravaglia è un gran testardo...".

Come va intanto a Cremona la sua convivenza forzata con l'ex bianconero Agazzi?

"Bene. Io ho giocato titolare per quattro mesi, le ultime cinque partite le ha fatte invece lui. Per me è un onore avere un collega come Michael. Poi è chiaro: la voglia di tornare in pista è alle stelle, aspetto dal mister una nuova chance. Si sta molto meglio in campo che in panchina..."