L’urlo di Cascione: “Non sono un fallito! I falliti sono altri... ”

A tu per tu con l'ex bianconero: “Lugaresi & Co. ci hanno tenuto nascosti i problemi fino alla fine. Il ‘nuovo’ Cesena voleva affidarmi le chiavi della difesa. Tranquilli, in C ci andate voi”
28.09.2018 06:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 5380 volte
Emmanuel Cascione
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Emmanuel Cascione

Non si tira certo indietro, l’inossidabile Emmanuel Cascione. E rivive assieme a noi questi suoi ultimi mesi fatti (soprattutto) di incazzature, di delusioni, di tradimenti, di notti insonni, di sogni spezzati, di promesse non mantenute. Attenzione, però: l’eroe di Latina 2014 non si guarda solo indietro. E ci mancherebbe altro!

Cascione, ma la scorsa stagione voi giocatori non vi eravate davvero accorti che il Cesena stava fallendo?
“Assolutamente no! Anche perché non è che noi giocatori vivevamo in sede. Gli stipendi, poi, venivano pagati sempre regolarmente. Lugaresi & Company ci ripetevano sempre che, in caso di salvezza sul campo, non ci sarebbe stato nessun problema per la sopravvivenza della società. Sono stati ‘bravissimi’, i nostri dirigenti: ci hanno nascosto la dura verità fino alla fine. Uno schifo, signori. Uno schifo… ”.

La cosa che l’ha fatta arrabbiare più di tutte?
“Lugaresi, Foschi e gli altri soci continuavano a ripeterci questo terribile slogan: ‘Se retrocediamo falliamo’. Ecco, è questa la cosa che più mi ha dato fastidio. Loro, con questa frase, volevamo mettere tutte le pressioni addosso a noi. Se noi fossimo retrocessi sul campo, la colpa di questo crac sarebbe ricaduta su noi giocatori. Io, lo sapete, abito a Cesena: in caso di retrocessione avrei potuto anche rischiare il linciaggio da parte di qualche tifoso arrabbiato. Invece, oggi come ieri, oggi più di ieri, posso andare in giro per la mia città a testa alta: se il Cesena è finito all’inferno la colpa non è certo mia e dei miei compagni. Noi ci eravamo salvati. Meritatamente”.

Che estate è stata quella che ci siamo appena messi alle spalle?
“Un’estate di merda. Un’estate schifosa. A farmi star male non è stato solo il fallimento del Cesena, ma tutte le porcate che sono successe nel calcio italiano negli ultimi mesi. Non mi piace più questo mondo. O meglio, non mi piace più il mondo professionistico. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, sono felice di essere sceso in serie D. A Santarcangelo non ho solo ritrovato gli stimoli, ma anche la semplicità di un tempo… ”.

Proprio in occasione del suo debutto in gialloblu, un tifoso della Savignanese, ha provato in tutti i modi a farla incazzare. Giusto?
“Era la prima di campionato, giocavamo in casa. Ad un certo punto, un signore non molto lucido che si trovava sugli spalti, ha cominciato ad urlare più volte all'impazzata questa frase: ‘Cascione, sei fallito! Fallito come il Cesena!’. Io non ho voluto rispondere a questa provocazione, ci mancherebbe altro. È chiaro però che, queste cose, ti fanno stare male. Per tanti motivi. Questo fallimento è una ferita che ben difficilmente riuscirà a rimarginarsi... ”.

Molti tifosi bianconeri si aspettavano di rivederla anche nel ‘nuovo’ Cesena.
“Ci speravo pure io. E pure tanto. Chi mi conosce sa quanto bene voglio al Cesena. Quest'estate ho avuto anche un incontro con Martini: in quell'occasione il Direttore mi disse apertamente che il club aveva bisogno del sottoscritto. Non però nelle vesti di centrocampista, come tutti sanno. Ma di difensore centrale. Io a Cesena sarei tornato praticamente gratis, indipendentemente dal ruolo... richiesto. ‘Emmanuel, domani chiudiamo il contratto con Pelliccioni. Ti richiamiamo noi entro 48 ore per farti sapere qualcosa’... quel giorno Martini mi disse proprio così. Invece nulla. L’unica chiamata me l’ha fatta poi Pelliccioni. Tre settimane dopo, per scusarsi a nome della società... ”.

Come vede questa corsa verso la promozione nel girone F? Il Cesena ha appena inciampato clamorosamente a Matelica.
“Quello di Matelica è un campo ostico, perdere là ci sta. Stop di mercoledì a parte, il Cesena per me resta la vera favorita per il grande salto. E non solo perché fra le vostre fila ci sono giocatori forti come De Feudis, come Biondini o come Alessandro. In serie D non c’è mai nulla di scontato, ma è fin troppo evidente che la squadra di Angelini non può fallire l’appuntamento con la C: questo lo so io, lo sa il mio Santarcangelo, lo sanno le altre big. Anche un secondo posto, per il Cesena, avrebbe il sapore del fallimento... ”.

Cosa c’è ora nel futuro di Cascione? Ha già pensato a cosa fare una volta che avrà appeso gli scarpini al chiodo?
“Adesso nella mia testa c’è solo questa nuova avventura biennale appena intrapresa con il Santarcangelo. Non posso negarvi però che, pure nel lungo termine, ho già le idee chiare. Chiarissime. Ve lo dico già: quando smetto voglio fare l’allenatore. E poi il... bagnino. Sì, pure il bagnino. Su quest’ultimo fronte mi sto già guardando in giro per poter prendere uno stabilimento balneare... ”.