L’amarcord di Pestrin: “Quella volta che ho pianto per il Cesena”

A tu per tu con l’ex gladiatore bianconero: “Il trionfo di Lumezzane non me lo sono gustato fino in fondo, quel ko col Toro mi fa ancora soffrire. Voglio il pokerissimo del Conte!”
18.01.2019 19:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
L’amarcord di Pestrin: “Quella volta che ho pianto per il Cesena”

Mito (bianconero) vivente. Anzi, forse qualcosa di più. Il 'vecchio' gladiatore Manolo Pestrin, in riva al Savio, ne ha viste di cotte e di crude.

Pestrin, lei un giorno per il suo amato Cesena ha anche pianto. E quelle lacrime non erano certo di gioia...

"Lo ricordo ancora benissimo, quel 'famoso' 1° gennaio 2007. Avevamo appena finito gli allenamenti, eravamo a Castiglione di Cervia. Lugaresi e Valentini mi comunicarono ufficialmente che ero stato ceduto al Messina. Andavo in serie A, a prendere più soldi. Stavo coronando il sogno di una vita. Ma quel pomeriggio, dentro di me, mi sono sentito morire. Cesena era tutto per me. Sì, quella volta ho pianto sul serio. Al campo tante persone mi hanno visto..."

Dici Pestrin e la mente dei tifosi bianconeri vola subito a quella promozione raccolta a Lumezzane nel 2004.

“Promozione da infarto, quella. Anche se, a dirla tutta, io quella storica giornata non me la sono goduta fino in fondo. Io infatti, dopo l’espulsione, fui costretto a tornarmene negli spogliatoi e a vivere nell'oscurità più totale gli ultimi minuti di quella rovente finale di ritorno play-off. Oggi, nelle 'segrete’ di ogni stadio, anche in C ci sono 10 monitor dove puoi vedere la gara. Quel giorno a Lumezzane, in quegli spogliatoi, non c’era invece neppure una misera televisione. Fu un ‘semplice’ magazziniere del Lumezzane a dirmi che Ambrogioni aveva segnato il gol del 2-1…”

Il suo più grande rimpianto, però, resta legato a quella sconfitta maturata ai play-off col Toro nel 2006. Giusto?

"Era un bel Cesena, quello. Un Cesena che sapeva vincere e pure divertire. Quella volta avrei pagato di tasca mia pur di accompagnare la Romagna bianconera in serie A, a braccetto del mio 'maestro' Castori. Purtroppo però, anche per colpa del tanto contestato arbitraggio di Farina sfoderato nella sfida d'andata al Manuzzi, a passare il turno furono i granata. Quello è stato sicuramente uno dei crocevia più importanti della mia carriera…"

Una carriera che comunque, nonostante le sue 40 primavere abbondanti, continua ancora. Per di più...all'estero. 

"Gli anni passano anche per il sottoscritto, ma il calcio giocato non mi ha ancora stufato. Fino alla scorsa stagione ero ancora in serie D, nel San Marino. Poi ho deciso di rimanere sul Titano: adesso infatti milito nel Tre Fiori, squadra che prende parte al campionato interno sammarinese. Mi piace, questa nuova avventura in territorio…straniero. Mi diverto. La voglia di vincere, ve lo assicuro, è sempre quella del primo giorno."

Nel Cesena di oggi c'è un altro 'vecchietto' terribile che sogna invece la sua quinta promozione in bianconero.

"É bello rivedere De Feudis ancora a Cesena, quasi quindici anni dopo la festa di Lumezzane. Nel calcio non c’è nulla di scontato ma in questo momento, con quel +10 in classifica sulla seconda in classifica, non vedo davvero cosa possa impedire a Beppe di riuscire a centrare questo clamoroso pokerissimo in maglia bianconera. La squadra di Angelini, dopo un novembre passato fra luci e ombre, ha saputo ingranare le marce alte nel momento topico della stagione. Che dire di più? Non mi resta che tenere le dita incrociate ed urlare al cielo Forza Cesena!"