Il sogno proibito di Malonga: “Io di nuovo a Cesena, con Bisoli... ”

A tu per tu con l’ex punta bianconera: “Il mio vecchio mister ha ragione: uno come me avrebbe dovuto sfondare. Che gioia a Lecce nel 2010. E quella volta nella bufera... ”
07.11.2018 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3938 volte
© foto di Federico De Luca
Il sogno proibito di Malonga: “Io di nuovo a Cesena, con Bisoli... ”

La sua strepitosa doppietta rifilata al Lecce al Via del Mare in quel famoso 14 maggio 2010 non se la scorda più nessuno. Dominique Malonga, dal 2009 al 2012 vera croce e delizia di quel Cesena ‘targato’ Igor Campedelli, ha però tanti altri ricordi da tirare fuori dal suo album. Tanti rimpianti. E pure un (clamoroso) sogno nel cassetto.

Malonga, di lei avevamo perso un po’ le tracce.
“L’ultima stagione in Italia l’ho vissuta fra le fila della Pro Vercelli, nel 2015-16. Poi sono stato in Spagna e in Svizzera. Adesso gioco in Grecia, nel Chania Kissamikos. Non chiedetemi però bilanci parziali su questa mia nuova avventura: il campionato è appena iniziato, è ancora troppo presto…”.

Ha sentito? Il ‘suo’ Cesena, la scorsa estate, è miseramente fallito.
“Sì, ho sentito. E devo ammettere che, quando ho appreso tale notizia, mi è presa una grande tristezza. Anche perché a Cesena ho ancora tanti amici. Il Cesena è la Nazionale di Romagna, non doveva finire così. Mi auguro di rivedervi presto fra i professionisti. Già fra un annetto”.

Se a Cesena dici Malonga la mente di tutti i tifosi vola a quella magica notte di Lecce.
“Quella doppietta fa parte sicuramente dei miei ricordi più preziosi. E non solo perché grazie a quel 2-1 in rimonta quella sera ci siamo messi in tasca quasi mezza A. Sono tanti, però, i ricordi belli legati a quella mia avventura in bianconero: ricordo ad esempio con grande affetto anche un mio gol segnato a Bologna nel derby…”.

Ci dice invece una giornata da dimenticare?
“Mi viene subito in mente un Modena-Cesena. Quella volta nevicava forte. C’era una mezza bufera. Io facevo quasi fatica a stare in piedi. Scivolavo continuamente sul campo ghiacciato. Il pallone? Praticamente non l’ho mai visto. Bisoli, a fine primo tempo, si arrabbiò pesantemente con me. Me ne disse di tutti i colori. Mi attaccò quasi al muro. Mi umiliò davanti ai miei compagni. E, come ultima punizione, mi lasciò negli spogliatoi. Facendo entrare al mio posto un ‘certo’ Espinal... ”.

Proprio Bisoli ha detto più volte che uno come lei avrebbe dovuto fare una grande carriera.
“Il mio vecchio mister ha pienamente ragione. Ci potevo stare benissimo pure io nel calcio che conta: il destino mi ha regalato il talento, sono io che non sono riuscito a metterlo in pratica. O meglio, sono riuscito a metterlo in pratica solo qualche volta. A sprazzi. Mi è sempre mancata la continuità, la giusta concentrazione. Io ero uno che faceva la vita d’atleta. La sera, a differenza di qualche mio compagno di squadra, andavo pure a letto presto. Però, sul campo, spesso staccavo la spina. Non mi impegnavo a fondo. Questione di carattere…”.

Ha ancora un sogno nel cassetto?
“Mi piacerebbe tornare a giocare in Italia, magari a Cesena. Sì, proprio a Cesena. Pagherai di tasca mia pur di indossare ancora quella casacca, pur di esibirmi ancora sotto quella curva straordinaria. Lo so bene che il mio desiderio difficilmente si realizzerà, però a me piace sognare. Ora voglio fare bene qui in Grecia. Poi vediamo quello che succede la prossima estate. E magari, col Cesena in C, un dirigente bianconero si ricorda di me e mi chiama…”.

Il massimo sarebbe rivedere ancora a Cesena Malonga in tandem con Bisoli.
“E questa sì che sarebbe una gran notizia! Mai dire mai…”.

Intanto in riva al Savio, dopo un breve esilio, è tornato pure il suo vecchio amico De Feudis.
“Beppe, ancora una volta, ha dimostrato il suo attaccamento a questa maglia. A questi colori. Spero con tutto il cuore che riesca a mettere nella sua bacheca l’ennesima promozione, se lo merita. Voglio fargli un grosso in bocca al lupo. A lui e a tutto il Cesena. Forza bianconeri!”.