TuttoCESENA risponde a Lugaresi

Il Presidente attacca chi parla di calo degli abbonamenti, GPT gli risponde spiegandogli che è stato proprio lui a farlo diventare una notizia
 di Gian Piero Travini  articolo letto 3856 volte
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
TuttoCESENA risponde a Lugaresi

Non mi piace parlare di numeri di abbonamenti, ma non siamo stati noi a farlo diventare un ordine del giorno: è stata una scelta aziendale del Presidente Giorgio Lugaresi.
“Tutti mi chiedono come facciamo a fare diecimila abbonamenti, mi hanno chiamato anche in Lega per spiegare. Lo scandalo però è che Verona ne faccia solo 10000 o Bari 9500 nonostante città molto grandi”. Giorgio Lugaresi, 12 settembre 2016. Verona, peraltro promosso in serie A.
“Ringrazio tutti i nostri tifosi che da maggio ha sostenuto il Cesena in questo momento difficile, dimostrando fiducia al nuovo corso”. Giorgio Lugaresi, 17 ottobre 2013. Quella questione della “fiducia”
è fondamentale perché il costante aumento di abbonati è sempre stato paragonato a una sorta di ‘mandato popolare’ di questo cda, da parte del suo presidente.
Per il Presidente Lugaresi il numero costantemente in crescita di abbonati è una prova di consenso e, di conseguenza, un attestato popolare della bontà del lavoro svolto. Non si ferma nemmeno un istante a pensare al fatto che di soldi i tifosi ne abbiano sempre di meno e che l’abbonamento - per molti - sia una salvezza per potersi godere la propria squadra risparmiando sudati soldini. Sopravvivendo alla propria passione. No. Per Lugaresi un abbonamento è un attestato di stima. Il record del 2013 è stata la prima cesura auto-imposta tra la sua dirigenza e quella precedente. E così è sempre stato, nel corso degli anni.
TuttoCESENA ne prende atto e quindi, anche un pugno di abbonati in meno diventa una notizia. Perché il Presidente ha voluto diventasse tale. Non è un caso che lo stesso ex allenatore Massimo Drago abbia bacchettato la piazza proprio su questo tema.
Le campagne abbonamenti, poi, hanno portato a risolvere nelle ultime due stagioni problemi di liquidità immediata per la continuità aziendale del Cesena: e, ancora una volta, non siamo noi a dirlo, ma il Presidente. Quindi, piaccia o meno, un calo degli abbonamenti - data la loro fondamentale rilevanza finanziaria - è una notizia. E il fatto che oggi si affanni sugli house organ e sui quotidiani a darne giustificazione, ne amplifica il valore.

Per dovere di trasparenza con il nostro pubblico, TuttoCESENA - che è testata giornalistica tramite il network TuttoMERCATOweb - ha chiesto al Cesena due accrediti stagionali per il responsabile di redazione Mazzari e per me. Purtroppo non ci è possibile far entrare in tribuna stampa il giovane collega Michele Neri, poiché non tesserato con l’Ordine. Michele è rimasto vittima del crack della Voce di Romagna e non gli sono stati corrisposti gli anni di collaborazione, quindi non può ancora diventare pubblicista.
Lui sarà fuori dallo stadio, anche se vorrei entrasse al mio posto, per quanta è la passione che mette in questo mestiere. Chissà quanti altri non tesserati rimarranno fuori dallo stadio. E quanti, invece, entreranno.
Ho il sospetto che per alcuni non ci sia tutta questa facilità nell’ottenere quello che secondo il Presidente è un privilegio, mentre per me è semplice diritto di cronaca.

La realtà è che fare il giornalista è un lavoro.
E a Cesena i giornalisti vengono pagati per seguire il Cesena.
Esattamente come il Presidente Giorgio Lugaresi.