Le pagelle PAR-CES | Tra la via Emilia e il cielo

16.12.2017 17:30 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Esposito, ottimo al ‘Tardini’
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Esposito, ottimo al ‘Tardini’

FULIGNATI 6,5 Decisivo un paio di volte. E pure tecnicamente impeccabile (a parte i piedi). Per il resto, esplosivo come al solito: un po’ Grobbelaar, il portiere svitato che saliva sulla traversa o si faceva prestare l'ombrello dai tifosi per non bagnarsi, un po' attore da Kung Fu movie. BRUCE

DONKOR 6,5 E poi dicono degli immigrati. Questo ragazzo qua per aiutare i lavoratori italiani oggi si è mangiato un paio di parmigiani, anche se Di Guadio proprio non riesce a mandarlo giù né con il Lambrusco né col Sangiovese. DOP (DONKOR OSCURA PARMA)

SCOGNAMIGLIO 6,5 Si becca subito il giallo ma almeno chiarisce che aria tira dalle sue parti: hanno più libertà i dipendenti Ryanair che Baraye e compagni. Dopo questa prova, il governo italiano non chiederà più l'estradizione di Igor ma manderà direttamente Scognamiglio in Spagna a sistemare la cosa. SONO WOLF, RISOLVO PROBLEMI

ESPOSITO 6,5 All'inizio con Scognamiglio erano più surreali e malassortiti di Luxuria e Asia Argento ma ora che hanno cominciato a darci dentro sono più eccitanti di Rocco e Malena (a proposito: carino Insigne nella parte della pugliese). A differenza dell'incazzoso compagno di reparto, mantiene anche un certo aplomb. Traduzione dall'inglese: questo ti mena ma col sorriso. YOUPORN

PERTICONE 6 Schierato sulla fascia, rischia di prendere più nomi della Boschi con Travaglio, eppure stringe i denti. Addirittura temerario quando prova la novità della casa: il Perticross, il traversone che gli viene più moscio del peggior Ceccarelli. Però onora la maglia e sarebbe pronto pure ad attorcigliarsela in testa se il mister gli chiedesse di schiantarsi contro una portaerei nel Pacifico. BANZAI

FAZZI 6,5 Finalmente a destra, finalmente esterno (più o meno) alto. Fa il suo come lo faceva da terzino sinistro e si dà da fare pure nel finale in mezzo al campo. In questo Castori è una garanzia come il mitico Nile Rodgers: tutto ciò che produce ha ritmo, intensità e successo. Chiunque segua le sue idee fa un figurone. Dopo Camplone, Fazzi è rinato come Bowie, Diana Ross, e i Duran Duran col chitarrista degli Chic. E non si tratta solo di disciplina: un po’ di talento bisogna pur averlo. GOOD TIMES

KONE 6,5 Sempre nel posto giusto al momento giusto. Specie oggi, nel regno del latte e della carta straccia: ha la stessa grazia del contabile che distruggeva i computer a martellate per coprire le malefatte della Parmalat ma è esattamente quello che deve fare e ci garba pure parecchio. THOR

CASCIONE 6 Ecce homo. Il capitano di mille battaglie (fisioterapista compreso), l'Eroe di Latina. Con quel nome così evocativo - Emmanuel significa “Dio è con noi” -, si fa fatalmente rivedere sotto Natale quando tutti siamo più buoni. O quasi. E allora, anche se col dovuto rispetto, bisogna ammettere che ha un portamento da airone affannato: è quasi sempre in ritardo, anche sull'avatar di se stesso, il Cascio brillante di 3 anni fa. Fortuna che è lungo e nei ping pong questo lo aiuta a tenere lontana la palla dalla porta. Meglio nella ripresa: alla fine è un signor difensore aggiunto, e pazienza per l’avatar. LE GIOIE DELLA TERZA ETÀ. (Dal 78' VITA 6 Schierarlo da subito la settimana che approvano la legge sul biotestamento sarebbe stato un grosso rischio. Quando entra vende cara la pelle. VALORI NON NEGOZIABILI).

DALMONTE 5 E' difficile dargli un voto: la palla ce l'ha sempre il Parma e non gliene arriva una buona. Le poche giocabili però le spreca, quasi incespica. Il giudizio al massimo è estetico: corre bene e la divisa celestina è elegante e si sposa con i suoi occhi chiari. PREMIO CIOÉ (Dall’84' CACIA 6 Quando entVa, il pubblico locale aVVota la eVVe peV il neVvoso, e si gVattugia puVe i maVoni. I difensori invece lo buttano giù appena parte in contropiede. PAUVA).

LARIBI 6 Nel giorno del compleanno di Beethoven, quando tocca palla è sempre un Inno alla gioia anche se non sfodera una prestazione Eroica: non bastano qualche stop al volo, un gol sfiorato, un passaggio no look e coccole varie al pallone. Averne, però. VAN RIBI

JALLOW 5,5 Oggi non era facile e non era neanche giornata. Sempre solo. O, peggio, male accompagnato da Lucarelli che stasera lo taggherà pure su Facebook. Agli intelligentoni che lo hanno fischiato ogni volta che toccava palla, ricordiamo che, con quel che sta facendo, Jallow è un numero uno nel suo Paese: il Gambia è poco più popoloso della Romagna e la nazionale al massimo ha collezionato mancate partecipazioni o qualificazioni e ritiri in Coppa d'Africa. Male che vada, dalle sue parti ha da bere pagato per tutta la vita. E non certo latte microfiltrato. CIN CIN (Dall’84' MONCINI SV). 

CASTORI 7 E si esce a testa alta e con punti in saccoccia anche dal Tardini. Non segna, vero, ma non prende neanche gol, e questo è un evento. A questo punto è ufficiale: il Cesena non è una squadra che ha un allenatore ma un allenatore che ha una squadra. La classifica non autorizza a sognare ma non induce neanche a disperarsi. Si resta così, sospesi fra la via Emilia e il cielo. A settembre ci avremmo messo una firma grande così. SIGNORE E PADRONE

AC CESENA 6 Ne è passata di acqua da quel Parma-Cesena del 30 ottobre 2011, quando Campedelli esonerò Giampaolo in diretta tv e (si dice) lo fece scaricare pure dal bus della squadra. Oggi, col giro palla degli uomini di D'Aversa che ricordava quello del poeta di Giulianova, Fulignati, Jallow, Dalmonte e Laribi hanno fatto meglio di Antonioli, Eder, Candreva e Parolo. Significativo. Quanto ai paragoni societari, beh, il tempo è galantuomo. O no? TIME AFTER TIME