LA LAVAGNA - Il traguardo s'avvicina, non perdiamoci proprio all'ultimo

 di Bruno Rosati  articolo letto 1839 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
LA LAVAGNA - Il traguardo s'avvicina, non perdiamoci proprio all'ultimo

Si inizia a vedere il traguardo. Ora è lì, a portata di mano. La matematica dice che mancano ancora 3 punti. Potrebbero basterne meno, forse anche solo 1, non è ancora giunto il momento di festeggiare.

In virtù della situazione che si profilava solo qualche settimana fa (al terzultimo posto dopo il pareggio di Brescia), la gioia nel vedere l’attuale classifica è tanta. La giornata di campionato si era già incanalata nel verso giusto, prima ancora di scendere in campo. I risultati maturati nel sabato di serie B sugli altri campi facevano sì che il Cesena occupasse comunque una delle posizioni “sicure” in graduatoria, indipendentemente dal risultato di questo posticipo. Sul fronte opposto, il Parma doveva invece compiere un contro-sorpasso ai danni di Frosinone e Palermo per ambire alla promozione diretta. La pressione del match era tutta sulle loro spalle.

Sin da subito si è visto quanto fosse alta la posta in palio per loro, titubanti, con il Cesena che ha cominciato premendo sull’acceleratore. Con il passare dei minuti, il controllo del match è passato in mano ai ducali, senza che nulla di clamoroso accadesse fino all’intervallo. Nella ripresa i crociati hanno ricominciato con più determinazione, schiacciando Schiavone e compagni nella propria metà campo. A ridosso del sessantesimo, gli ospiti hanno sbloccato la gara con il rocambolesco autogol di Fedele, autore di una prestazione generosa ma insufficiente.

Con questo gol, tutte le squadre dell’attuale serie B tranne il Brescia sono riuscite a segnare almeno una rete contro i bianconeri fra andata e ritorno. La partita sembra incanalarsi a loro favore. Castori opera due cambi, Moncini per Jallow (sempre più indisponente) e Dalmonte per il povero Fedele. Queste sostituzioni non sembrano dar frutto nell’immediato.

Anche l’ultimo entrato Chiricò (al posto di un Perticone stremato) non riesce a scuotere la partita, dimostrando ancora una volta di non essere affatto quel giocatore in grado di ribaltare un match con le sue giocate. Se ad oggi ha visto poco il campo è perché ha meritato di stare in panchina.

Il Parma ha iniziato a perdere tempo ad ogni occasione utile, ha sfiorato il raddoppio con il palo colpito da Insigne e con Suagher che ha rischiato il secondo autogol di giornata, deviato in angolo da Fulignati. Negli ultimi dieci minuti è accaduto l’inaspettato: il Cesena reclama un rigore che l’arbitro non vede, Moncini mette tutti d’accordo con il gol del pareggio nelle successive ribattute. I giocatori di D’Aversa sono frastornati, cercano di riprendere in mano la disputa e il direttore di gara si inventa l’espulsione di Kupisz. Sul finire del lungo recupero però la coppia Dalmonte-Moncini confeziona da sola la seconda marcatura. C’è ancora il tempo per un ultimo brivido, con il colpo di testa di Gagliolo che termina alto sulla traversa e la palla finisce in curva Mare.

Il Parma, nel corso di questa stagione, è stato sconfitto non solo dal Cesena ma anche da Cremonese, Brescia (sia all’andata che al ritorno), Pescara, Virtus Entella e Pro Vercelli. Tutte squadre che a due giornate dalla fine non hanno ancora ottenuto la certezza della permanenza in categoria. È troppo poco per ambire alla promozione diretta. Questo però alla Romagna bianconera non importa, ci sono tutte le carte in regola per scrivere un lieto fine a questa tribolata annata, non perdiamoci proprio all’ultimo.