LA LAVAGNA - I numeri della stagione e gli insegnamenti per il prossimo anno

29.05.2018 13:30 di Bruno Rosati  articolo letto 1384 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
LA LAVAGNA - I numeri della stagione e gli insegnamenti per il prossimo anno

La stagione 2017/2018 è stata da poco consegnata agli archivi. Dopo una lunga rincorsa, il Cesena è riuscito a raggiungere la salvezza. La certezza matematica della permanenza in serie B è giunta solo all’ultima giornata ed è evidente che nel corso dell’anno qualcosa non abbia funzionato. Analizziamo ora i numeri emersi a seguito delle prestazioni in campo.

Il Cesena ha chiuso il campionato con meno punti rispetto ad un anno fa. La stessa cosa accaduta 12 mesi addietro nei confronti dell’anno precedente. Il Cesena conferma quindi di non essere uscito dal proprio trend di regressione in cui è incappato in questo triennio. A differenza delle due stagioni passate, per la prima volta la differenza reti finale è negativa.

Sono 55 i gol realizzati dai bianconeri contro i 61 subiti. Un anno fa il bilancio era di 51 marcature a segno e 48 gol sul groppone. Pur non avendo a disposizione un grande finalizzatore come Ciano, questa squadra è stata in grado di andare a rete in 4 occasioni di più. Sono invece 13 le reti in più incassate. Un dato particolarmente negativo dovuto principalmente all’impiego di giocatori adattati al ruolo di terzini (sia a destra che a sinistra) e dalla rinuncia fatta in estate ad un grande leader del reparto arretrato come Daniele Capelli.

Nel campionato 15/16, culminato con il raggiungimento dei play-off, il rapporto gol fatti/subiti era di 57 a 37. Una rosa che disponeva di Ciano, Ragusa, Succi, Kessie e Falco ha messo a segno solo 2 gol in più di Schiavone e compagni, pur disponendo di 7 rigori a favore contro l’unico assegnato ai bianconeri quest’anno (in casa contro il Frosinone). La squadra di quest’anno è stata spesso tacciata troppo approssimativamente di difensivismo a oltranza, di tenere un atteggiamento timoroso che la portava a non impensierire gli avversari. Numeri alla mano, dal punto di vista realizzativo non è stata inferiore agli organici che l’hanno preceduta.

Il divario dei gol presi invece è veramente abissale, segno che le scelte compiute sulla difesa nel corso di questi anni sono state controproducenti. In questi tre anni, si sono avvicendati nei ruoli della difesa ben ventiquattro giocatori diversi. Nessuno dei difensori attuali militava nel Cesena del 15/16. Una rivoluzione costante che non ha portato alcun beneficio.

Dei 50 punti totalizzati, 46 sono stati ottenuti sotto la gestione di mister Castori. I 4 punti arrivati con Camplone nelle prime 7 giornate hanno reso inevitabile l’esonero del tecnico pescarese (media punti: 0,57 a match). L’impennata di risultati positivi sul finale di stagione ha fatto sì che il Cesena uscisse dalle sabbie mobili, conquistando 12 punti negli ultimi 6 impegni (media punti: 2 a match). Nel restante blocco centrale, sono stati maturati 34 punti in 29 gare (media punti: 1,17 a match) che, proiettati sull’arco di un’intera stagione, rappresentano un passo sufficiente per agguantare la salvezza all’ultimo respiro (senza passare dai play-out).

La nota dolente di questo campionato è stata il rendimento in trasferta. Lontano da casa il Cesena ha realizzato la miseria di 14 punti, alla pari di Avellino e Pro Vercelli; peggio ha fatto solo la Ternana (ultima in classifica) con 12. Sui campi delle 3 squadre retrocesse il Cesena è andato incontro a 3 sconfitte. Anche contro Ascoli e Virtus Entella, le due squadre che si stanno giocando la salvezza ai play-out, il Cesena ha fatto un solo punto nei loro stadi. La cosa preoccupante è che questo andamento prosegue ininterrottamente dal ritorno del Cesena in serie B. Nell’annata 15/16 i punti fatti fuori casa sono stati 18, nell’annata 16/17 invece 19. Una media di sole 3 vittorie esterne a campionato. Tra le mura amiche invece il Cesena si conferma una delle squadre più efficaci: sono solo 3 le sconfitte subite su 21 dispute, esattamente come nel 15/16 e nel 16/17.

In definitiva, cosa non ha funzionato quest’anno e come evitare di ripetere lo stesso errore nel prossimo campionato? La risposta a questo interrogativo ce l’ha data Laribi nel corso di un’intervista per Teleromagna: "Il Cesena l’anno prossimo non deve fare l’errore che fatto quest’anno. Noi dall’anno scorso siamo in sei […] e sei sono troppo pochi per costruire una squadra. Purtroppo ci vuole tempo per imparare i caratteri di ogni persona, ci vuole tempo per formare un gruppo".

Per non vivere una stagione altrettanto sofferente è necessaria maggiore chiarezza nei ruoli di chi prende decisioni e non incappare nell’ennesima rivoluzione dell’organico. In questo senso, è un ottimo segnale il rinnovo di Castori, augurandosi che non sia un fuoco di paglia.