LA LAVAGNA | Cesena, ora per salvarti devi vincerne la metà

11.03.2018 12:00 di Bruno Rosati  articolo letto 1562 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
LA LAVAGNA | Cesena, ora per salvarti devi vincerne la metà

Se il Cesena fosse il PD e Renzi dovesse commentare lo 0 a 0 contro il Carpi, direbbe che è stata un’ottima partita perché la squadra subiva gol ininterrottamente da 10 incontri ed ha chiuso la porta agli emiliani. Una magra consolazione, dato che nel secondo tempo gli ospiti hanno pressoché rinunciato ad attaccare. A parte questo, di positivo c’è poco altro. Il Cesena quanto meno non ha perso punti in favore delle squadre che si trovano in zona retrocessione diretta; ora occorre attendere gli esiti delle gare di Novara e Virtus Entella.

Questa gara ha messo in evidenza tutta la prevedibilità della manovra del Cesena. Nella rosa bianconera non ci sono esterni di centrocampo che saltino l’uomo, eccezion fatta per Dalmonte e (forse) Chiricò. Di sicuro puntare il diretto marcatore non è nelle corde di Vita e Kupisz. Se l’esterno non salta l’uomo, per portare avanti un attacco efficace è necessario creare superiorità numerica in un’altra maniera. Questo può avvenire con il terzino che si sovrappone all’esterno e offre un’opportunità di passaggio. Ma il Cesena ormai gioca abitualmente con difensori centrali adattati sulle fasce che di norma fanno fatica ad accompagnare l’azione.

Contro il Carpi, Donkor e Perticone hanno avuto pure più difficoltà del solito a dar sostegno a Kupisz e Vita, per una precisa tattica messa in atto dagli avversari. I giocatori di Calabro hanno fatto quel che di solito cerca di fare il Cesena: lancio lungo per le punte, sperando di trovare sbilanciata la difesa altrui. Ciò ha imposto ai due “aspiranti” terzini di rimanere sistematicamente bassi, a dar man forte a Scognamiglio ed Esposito. I due centrali non brillano certo in velocità e, infatti, l’unica grande occasione costruita dal Carpi nel corso dei primi 45 minuti, è nata da un errore di Scognamiglio che si è fatto scappare Garritano, libero di arrivare sul fondo e servire in mezzo per Saric (subentrato a Mbakogu). Il tiro è stato poi neutralizzato da Fulignati.

L’inserimento di Moncini è stato tardivo ma efficace, non tanto per essere passati ad un modulo con due punte vere, quanto per lo spostamento di Laribi sulla fascia. Il tunisino è riuscito a dare quell’imprevedibilità alla manovra che sino a quel momento era mancata. Non a caso, il primo tiro in porta su azione porta la sua firma, a ridosso dell’ottantesimo minuto.

Il Carpi ha saputo comunque reggere bene alla pressione e il match si è chiuso in pareggio. Considerando le costanti difficoltà che incontra Castori quando deve affrontare una sua ex-squadra, nemmeno il punto ottenuto era da dare per scontato a priori. Il Cesena aveva però il dovere di vincere, così come aveva quest’onere contro la Pro Vercelli. I punti ora sono 33, ne mancano quindi 17 per raggiungere la quota salvezza virtuale. Le gare restanti da giocare sono 12, per arrivare a 50 serve vincerne la metà. A seguito di una partita come Cesena-Carpi, la domanda che sorge spontanea è: come può farlo?