Cosa accade se fallisce una squadra di Serie D?

Il momento di crisi di liquidità del Santarcangelo riporta di attualità un tema spinoso: il fallimento a campionato in corso
01.11.2018 19:00 di Marco Manuzzi  articolo letto 2907 volte
Cosa accade se fallisce una squadra di Serie D?

La crisi del nostro calcio è sotto gli occhi di tutti: cosa accadrebbe se una delle squadre di serie D, magari nel girone F – quello di Cesena FC – dovesse ‘morire’?

La normativa sportiva – anche se fare riferimento alla certezza del diritto sportivo dopo l’estate 2018 scatena fragorose risate – tramite l’articolo 53 delle Norme Federali precisa che qualora una Società si ritiri dal campionato o ne venisse esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di andata, tutte le gare in precedenza disputate non avrebbero valore per la classifica. I risultati maturati vengono cioè annullati e il campionato introduce un turno di riposo per l’avversaria della squadra esclusa. L’esempio più fresco nella memoria è quello del Modena, fallito ed escluso dalla Serie C la scorsa stagione.

Quando invece l’esclusione avviene durante il girone di ritorno tutte le gare ancora da disputare terminano con il punteggio di 0-3 in favore dell’avversaria della squadra esclusa o ritirata, mentre le gare precedenti restano valide. Ma quali sono le società a rischio? Difficile dirlo. Ufficialmente nessuna, potenzialmente quasi tutte. Mediaticamente l’attenzione è stata calamitata dal Corriere Romagna sul Santarcangelo, società che ha cambiato proprietà nemmeno un anno fa, passando dallo storico patron Brolli al croato Ivan Mestrovic. 

Negli ultimi giorni per i clementini ha parlato il diesse Gianluca Stambazzi, smentendo categoricamente qualsiasi rischio fallimento. Le difficoltà però ci sono ed è la stessa società ad ammetterlo nel comunicato diramato ieri: “La società, come del resto sanno i dipendenti, al momento si trova in una fase di valutazione dei conti sul passaggio di proprietà avvenuto nello scorso dicembre e che di settimana in settimana registra una crescita dei debiti non inseriti nel bilancio consegnato al momento della cessione di quote”.
Lo stesso tipo di addebito rilevato dagli ultimi amministratori di AC Cesena nei confronti della gestione Campedelli, con una sostanziale differenza: Mestrovic non ebbe tempo di fare una due diligence, contrariamente a quanto avvenuto a Cesena. Due livelli di responsabilità sul presente diversi.