Ricciardo: “La grinta della Bertè, il derby di Forlì, la mia voglia di…B”

Il bomber fra calcio e musica: “Mercoledì sera sarà durissima. Fra un anno voglio essere ancora qui, a sognare in grande. Ecco cosa mi è piaciuto del Festival…”
10.02.2019 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3208 volte
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Ricciardo: “La grinta della Bertè, il derby di Forlì, la mia voglia di…B”

Troppo facile intervistare il ‘musicologo’ Giovanni Ricciardo dopo che ha segnato l’ennesimo gol stagionale. Noi, con l’esperto attaccante siciliano, abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere (anche) dopo la ‘dieta forzata’ di Cesena-Santarcangelo e dopo il Festival di Sanremo.

Ricciardo, lei è un grande consumatore di musica. Giusto?
“Adoro la musica italiana. In particolar modo stravedo per Vasco Rossi, che resta il mio cantante preferito in assoluto. Per Jovanotti. E per Ligabue”.

Ha visto l’altra sera il Liga sul palco dell’Ariston?
“L’ho visto. E la sua esibizione mi è piaciuta tantissimo. Peccato solo che non sono riuscito a gustarmi il Liga fino in fondo. Ad un certo punto è squillato il telefono. Era mamma Luciana. Non potevo non rispondere. La mamma è sempre la mamma…”.

Fra le canzoni in gara al Festival quali ha gradito di più?
“Mi è piaciuta quella di Ultimo, che purtroppo è arrivata soltanto seconda. Ho apprezzato anche il pezzo di Irama e il duetto Shade-Federica Carta”.

Ok Ultimo, che è un ‘vero’ cantautore. Però cavolo, Irama e Shade-Carta: lei non è più un ragazzino...
“E perché?! Mi piace la musica d’autore. Ma non disdegno neppure le canzonette più leggere, più orecchiabili. E comunque, a voler fare un quadro completo del Festival, mi è piaciuta da matti pure la Bertè. Ha quasi 70 anni. Ma che grinta!”.

A proposito di grinta: sabato nel derby avete avuto una partenza sprint.
“Siamo stati bravi a buttarla subito dentro, a mettere subito la partita sui binari giusti. A far diventare facile ciò che facile non era…”.

Suvvia, pure al Manuzzi il 'povero' Santarcangelo ha confermato tutti i suoi limiti.
“Nel calcio non c’è mai nulla di scontato. Ogni gara nasconde sempre mille insidie. Lo avete visto pure voi: anche dopo il gol di Campagna abbiamo rischiato subito di beccare il pareggio…”.

Purtroppo per lei non è arrivato il 16esimo sigillo stagionale.
“Va benissimo anche così, la priorità era quella di riuscire a portare a casa questi tre punti. E comunque, a dirla tutta, in questa partita non ho avuto una sola occasione da rete. Ogni tanto capita…”.

Ci pensa ad arrivare da qui a maggio a quota 20 gol?
“Ci penso, ci spero. Ci sono ancora dodici partite da giocare. Ma tutto ciò non è un’ossessione. Ho già ‘bollato’ 15 volte: sono già soddisfatto così. Ora in testa ho solo un imperativo: andare in C”.

Intanto mercoledì sera si torna già in campo.
“A Forlì ci aspetta un impegno complicatissimo: loro hanno una disperata fame di punti, faranno di tutto per vincere. Noi, comunque, siamo carichi. Finora non abbiamo sbagliato ancora un derby. Vogliamo continuare così…”.

Novità in vista sul suo rinnovo di contratto non ci sono, vero?
“No, niente. Ma io resto tranquillo. Ve lo dico per l’ennesima volta: fatemi andare in C, poi tutto andrà nella giusta direzione. Sono fiducioso. Lo so che i matrimoni si fanno in due, ma io il Cesena lo amo alla follia…”.

Dove si vede fra un anno esatto?
“Ancora qui a Cesena, ovviamente. A difendere questi colori che mi sono entrati dentro fin dal primo momento in cui ho conosciuto questa piazza magica. Mi vedo in C. Magari a lottare per qualcosa di importante che comincia per...B. Sognare in grande, lo sapete meglio di me, è ancora gratis. O no?”.