LA LAVAGNA - Zero rigori a favore e 7 contro: nessuno in B come il Cesena

29.12.2017 12:30 di Bruno Rosati  articolo letto 1324 volte
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
LA LAVAGNA - Zero rigori a favore e 7 contro: nessuno in B come il Cesena

Il Cesena chiude male il suo tribolatissimo 2017. Come accaduto due anni fa, Tesser gioca un brutto scherzo ai bianconeri nell’ultima partita dell’anno solare (nonché chiusura del girone d’andata). Il 26 dicembre del 2015, l’allenatore veneto uscì trionfante dal Manuzzi alla guida dell’Avellino. Questa volta la sua Cremonese chiude la brillante striscia di risultati del Cavalluccio che ora si ritrova nuovamente in zona play-out.

Nove anni fa, di questo periodo, il Cesena di Bisoli prevalse allo stadio Zini con il punteggio di 2 a 1, grazie alle reti di Giuseppe De Feudis e Simone Motta, oltre a qualche buona parata di Ravaglia. Ora invece il portiere forlivese si trova tra le fila dei grigio-rossi e concede un breve saluto ai bianconeri nel settore ospiti, mentre l’epilogo della partita è purtroppo amaro.

La Cremonese, seppur neo-promossa, è scesa in campo con 4 titolari che in carriera hanno ottenuto almeno una promozione sul campo in serie A, sono 6 invece i giocatori dell’undici iniziale che hanno disputato almeno una stagione intera nel massimo campionato italiano. Lo stesso tecnico Tesser è molto navigato ed il contesto di pubblico è piuttosto tranquillo e privo di grandi pretese. La situazione ideale per puntare in alto in classifica senza troppe pressioni. Non è un caso che, dopo un intero girone, la Cremonese abbia subito solo 3 sconfitte; un numero così basso che, in proiezione, stando a quanto accaduto nelle recenti stagioni passate, potrebbe portare addirittura alla promozione diretta, senza passare dagli spareggi.

La partita è stata a senso unico e, al contrario di quanto accaduto a Parma, il Cesena è parso timoroso, troppo impaziente di buttare il pallone in avanti senza ragionare. Un brutto passo indietro che deve tenere tutta la rosa coi piedi per terra. Vero è che la rete lombarda è frutto di un rimpallo fortunoso e le loro conclusioni nello specchio della porta non sono state poi molte. Un episodio. Ma le partite vivono di episodi. Il momento chiave di questa partita non è il gol del brasiliano Paulinho. Per capire quale sia l’avvenimento che ha deciso la gara occorre tornare indietro di qualche minuto, quando Kupisz, in area, viene steso da una gomitata al volto. Sarebbe rigore, l’arbitro ed i suoi assistenti però non ravvisano ed il gioco prosegue. Una svista, ci mancherebbe. Non può essere certo un rigore non dato a decidere l’esito di un’intera stagione.

Dopo metà campionato, i calci di rigore fischiati sono 59, dei quali 47 realizzati. Il Cesena ha il sesto attacco più prolifico del torneo senza però aver usufruito di calci di rigore a favore. A girone concluso, solo Cesena e Novara non hanno ancora avuto la possibilità di calciare dagli undici metri. Le squadre con più penalty a favore sono invece Avellino, Virtus Entella e Cittadella con ben 6 rigori. Non squadre di primissimo piano dunque. Anche altre dirette concorrenti del Cesena se ne sono viste assegnare molti: il Foggia è a 5; Ascoli, Perugia e Pro Vercelli sono a 4.

Attenzione però: se da una parte anche il Novara non ha ancora guadagnato penalty a favore, dall’altra i piemontesi ne hanno avuto solo uno contro (così come Brescia, Carpi e Palermo). Meglio è andata solo al Venezia, fermo a 0 rigori fischiati contro. Il Cesena invece è, alla pari del Perugia, la squadra con più tiri dagli undici metri subiti: sono già 7, di cui 5 realizzati. Ciò che emerge è che in queste 21 partite il Cesena è la squadra con il più alto divario negativo fra rigori concessi a favore e rigori fischiati contro.

Se estendiamo la visione globale allo scorso campionato, il Cesena non usufruisce di un calcio di rigore da ormai 27 giornate. Il paradosso è che in questo anno solare che si chiude, i bianconeri hanno avuto in Coppa Italia il triplo dei rigori rispetto a quelli dati a favore in campionato: solo 1 in 42 partite di serie B (realizzato da Ciano contro lo Spezia), 3 in 4 gare di coppa (tutti andati a segno, contro Sassuolo, Sambenedettese e Genoa).

Sia chiaro, si tratta soltanto di numeri. Perciò, proprio perché statistiche così strane sono alquanto improbabili, si può pronosticare che, in assenza di malafede, nel corso del 2018 il bilancio fra rigori dati/subiti sarà meno negativo. Mantenere un trend simile è parecchio inverosimile.