LA LAVAGNA - Un punto che non dissipa dubbi e timori

 di Bruno Rosati  articolo letto 1565 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
LA LAVAGNA - Un punto che non dissipa dubbi e timori

La prima gara della stagione giocata fra le mura amiche va in archivio con un niente affatto promettente zero a zero. L’aspetto più positivo da poter cogliere in questa serata è il punto con cui il Cesena inizia a muovere la classifica. Significativi passi avanti dopo la disastrosa partenza di Bari non ce ne sono stati.

Sin dai primi minuti la partita lascia intendere che le due contendenti sul terreno di gioco non abbiano troppa intenzione di soffocare l’avversario: si prova a sviluppare la propria idea quando capita il pallone fra i piedi, altrimenti? be’, altrimenti si aspetta che gli altri commettano un errore e perdano il pallone. Né Cesena, né Venezia hanno la smania di voler portar via la palla all'avversario. Succede così che Cesena-Venezia diventi la partita con meno falli fischiati in questa seconda giornata di serie B, undici a favore dei romagnoli e dodici per i lagunari, ben al di sotto di quanto contemporaneamente accadeva sugli altri campi. Malgrado ciò, nonostante chi di turno si occupi della gestione del pallone si trovi sempre piuttosto libero nello scegliere con calma la giocata migliore da effettuare, il prodotto finale è una gara con pochi spunti interessanti da ambo le parti. Le sporadiche occasioni che capitano sono più frutto di azioni estemporanee e di iniziative personali che di tattiche ben congeniate per portarsi in vantaggio.

Il primo tempo del Cesena è tutto nel colpo di testa troppo alto da parte di Scognamiglio, in un’azione nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Il secondo finisce già dopo un quarto d’ora con un tiro da fuori area di Gliozzi che passa vicino l’incrocio dei pali. Il resto sono solo cross del generoso ma non troppo efficace Moncini, liberati senza particolari patemi dalla difesa ospite. I padroni di casa provano a comandare il gioco, come attesta il maggior possesso palla ottenuto, le occasioni migliori capitano però ai giocatori guidati da Inzaghi che non concretizzano per troppa imprecisione e per un bell’intervento di Fulignati nel finale di gara.

Troppo poco per una squadra che aveva il compito di riscattare la sconfitta senza appello maturata lunedì scorso al San Nicola di Bari. Ci si aspettava legittimamente di più; i giocatori (e forse anche Camplone) hanno probabilmente avuto paura di osare un po’ di più per riuscire ad accaparrarsi l’intera posta in gioco.

Certo, scendere in campo con quattro titolari differenti rispetto alla formazione schierata in terra pugliese (e tre di questi erano a Cesena da circa tre giorni) ci dice inequivocabilmente che il Cesena si trova in una situazione ancora precaria, alla ricerca di equilibrio e della giusta amalgama tra i nuovi arrivati e chi c’era già prima. E se questa può essere un’attenuante per i calciatori e chi li allena, altrettanto non si può dire per chi ha il compito di costruire la squadra. Semmai è un’aggravante, di sicuro non un merito. E poco conta stare qui a raccontarci che la stagione è lunghissima e ci sarà tempo per rifarsi, la verità è che ogni lasciata è persa. Un Cesena ancora tutto da inventare ha già giocato due turni di campionato, due partite in cui non è riuscito minimamente a dissipare i dubbi e i timori che aleggiano attorno alla squadra. Squadra sulla carta impoverita rispetto a quella che pochi mesi fa ha faticato per salvarsi. Quanto ci sarà da aspettare per vedere un Cesena finalmente compiuto?