LA LAVAGNA - Le paure sono ancora lì

 di Bruno Rosati  articolo letto 1107 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
LA LAVAGNA - Le paure sono ancora lì

Cesena e Ternana sono arrivati a questa partita avendo subito lo stesso numero di gol, dopo 23 giornate. Dopo il fischio finale, le due squadre sono rispettivamente seconda e prima peggior difesa del campionato. Ciò è quanto basta per descrivere quel che è accaduto nei novanta (e oltre) minuti.

L’avvio dei bianconeri è prudente, quasi troppo attendista. Il gol di Valjent al quattordicesimo, però, obbliga la squadra di casa a reagire. Di lì in avanti, per venticinque minuti abbondanti, il Cesena fa in campo quel che vuole, complice l’inguardabile posizionamento difensivo della Ternana. Moncini sfrutta la chance di giocare sin dall’inizio e realizza un’importantissima doppietta; Jallow trova il gol concludendo la migliore azione della gara, a seguito di una bella triangolazione fra Vita e Schiavone che offre al gambiano un assist perfetto.

Martin Luther King soleva dire che “è sempre il momento giusto per fare la cosa giusta”. Vedendo la cosa dalla prospettiva opposta, è sempre il momento sbagliato per fare la cosa sbagliata. E quel momento si materializza al quarantacinquesimo minuto: il Cesena è in pieno controllo della partita, la Ternana fa partire un traversone dalla trequarti; dovrebbe essere di facile lettura, quasi innocuo, Suagher invece salta a vuoto e Scognamiglio si fa superare da Carretta che di testa accorcia le distanze. Il Cesena va quindi negli spogliatoi avanti di un gol all’intervallo, malgrado abbia tirato una decina di volte in più degli avversari.

La ripresa è uno psicodramma dove la Ternana, pur non essendo pericolosa, continua a macinare gioco nella trequarti offensiva; il tutto si protrae sino al settantesimo, quando l’errore di Fulignati consente a Tremolada di ristabilire l’equilibrio. Solo a pareggio subito il Cesena capisce di dover rispondere colpo su colpo e il Cavalluccio torna a creare occasioni (si veda il palo colpito da Laribi). La marcatura finale di Schiavone è frutto di un altro sbaglio, questa volta del portiere degli umbri e quindi il Cesena si porta a casa uno scontro diretto fondamentale.

È il problema della coperta corta: quando il Cesena decide di difendersi ad oltranza riesce a ridurre il numero dei gol presi (che comunque arrivano); quando attacca a testa bassa, i contendenti di turno possono andare a rete in qualsiasi momento. Contro le Fere il Cesena è tornato a segnare più di un gol nei 90 minuti dopo diverso tempo. Per contro ha subito 3 gol, esattamente quanti ne sono stati subiti nelle precedenti tre partite.

Questa partita non è stata molto diversa dal pareggio subito in rimonta contro la Salernitana (anche lì si era sul 3 a 1) o a Chiavari. Il risultato in questa occasione premia i romagnoli ma questa squadra ha bisogno di liberarsi delle proprie paure. Non è con una partita del genere che si fa un salto mentale in avanti.