LA LAVAGNA - È dunque possibile non subire reti...

 di Bruno Rosati  articolo letto 942 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
LA LAVAGNA - È dunque possibile non subire reti...

Il Cesena si rilancia nella corsa salvezza con tre punti importanti che permettono in un colpo solo di agguantare Pro Vercelli e Virtus Entella in classifica. La posizione resta comunque pericolosa, in piena zona retrocessione. La vittoria sul Brescia segna il ritorno al successo dopo quattro turni d’astinenza.

“In un mondo in costante evoluzione, l'inerzia è l'anticamera del declino”. Così è stato di frequente il Cesena in questo inizio di campionato: inerme, in una condizione di abbandono emotivo agli attacchi degli avversari. Il mondo muta di giorno in giorno, quanto può essere cambiato nei nove giorni intercorsi fra la partita al Castellani di Empoli e quella contro le rondinelle? Si è passati dagli ampi spazi aperti lasciati in Toscana, al Cavalluccio che non concede il benché minimo pertugio alla Leonessa d’Italia. La battaglia a suon di gol contro la contendente di turno si è fatta da parte per far entrare in scena il tatticismo prima e le barricate difensive poi. Possibile che il mondo bianconero abbia avuto una trasformazione tale in così poco tempo?

Ma che cos’è il mondo? A questa domanda, il filosofo e logico austriaco Wittgenstein ha risposto in uno dei suoi più famosi trattati, dicendo che “il mondo è tutto ciò che accade” e che “il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose”. La vittoria del Cesena sul Brescia è ora un fatto comprovato. Le modalità in cui questa è stata conseguita sono anch’esse fatti avvalorati dal risultato finale.

È dunque possibile che il Cesena riesca ad aggiudicarsi una gara senza subire reti; è successo contro il Brescia e precedentemente contro lo Spezia, questi sono fatti. Il Cesena può portarsi a casa la posta in palio anche quando i suoi attaccanti non sono in giornata e faticano ad inquadrare la porta. Il Cesena può permettersi di schierare uno dei suoi attaccanti come puro esterno di centrocampo e quest’ultimo (Panico) può giocare una partita diligente con perpetui ripiegamenti difensivi. Il Cesena può giocare una partita difensiva a centrocampo con Kone e, soprattutto, Schiavone pronti a sradicare ogni pallone dai piedi avversari e ad agguantare la sfera di gioco ogni volta che si trovi a metà strada tra qualche giocatore, nella terra di nessuno. I difensori del Cesena possono addirittura avere accortezza e non concedere neppure una mezza occasione ad un tanto celebrato campione del mondo, Gilardino dello Spezia, o ad un signor attaccante, Caracciolo, che a trentasette anni suonati sta vivendo il proprio miglior inizio di stagione della sua carriera, con 8 gol in 13 giornate.

Il Cesena può fare tutto questo ed è giusto dar merito anche alla prova di Fazzi e Kupisz che sulle fasce hanno disputato la loro miglior prestazione da quando sono arrivati in Romagna.

C’è però anche l’altra faccia della medaglia. Perché se Cesena-Brescia ci ha detto quanto di positivo possono fare i calciatori guidati da Castori, molte partite precedenti ci hanno insegnato altro. Sappiamo bene che il Cesena ha il pessimo vizio di farsi rimontare, e dunque smettere di giocare a quasi mezz’ora dalla fine ed attendere esclusivamente l’iniziativa degli ospiti non è l’idea più brillante da mettere in pratica. Sappiamo anche che in passato, quando Pasquale Marino si è seduto da avversario in panchina al Manuzzi, è capitato che la sua squadra pareggiasse nei minuti finali: nel 2013/2014, in Cesena-Pescara, quando il beffardo cross sbagliato di Politano si infilò alle spalle di Campagnolo pareggiando il gol di Granoche; l’anno scorso, in Cesena-Frosinone, quando l’infausta uscita di Agliardi permise al colpo di testa di Mokulu di pareggiare la rete iniziale di Cocco. Queste esperienze pregressi hanno aggiunto ulteriori patemi ad un finale con il fiato sospeso, tutto all’insegna dell’arrembaggio lombardo.

Nel precampionato estivo la stagione è stata preparata pensando di giocare pressoché unicamente con la difesa a tre. Per una squadra che vuole interpretare questo genere di modulo è importante avere molti difensori centrali in rosa, per avere dei ricambi. Vero è che nelle intenzioni iniziali c’era l’idea (ormai naufragata) di schierare anche Cascione, che difensore non è, nel pacchetto arretrato. Al di là di ciò, a rigor di logica si è portati a pensare che schierandosi a quattro ora ci sia meno necessità di giocatori a coprire quel ruolo. Giusto? Sbagliato! Contro il Brescia, il Cesena ha concluso la gara con questa linea difensiva: Donkor, Perticone, Rigione, Scognamiglio. Nessuno di questi è un difensore di fascia, né tanto meno si era ipotizzato durante la preparazione di impiegare uno di questi giocatori sulla linea laterale. Se si considera che Rigione è subentrato ad Esposito (infortunato) nella ripresa, in una sola gara il Cesena ha schierato in campo tutti i difensori centrali a disposizione, alcuni per forza di cose impiegati fuori ruolo come soluzione d’emergenza (unica eccezione Farabegoli, ancora a zero minuti). Ciò non può che condannare ulteriormente le scelte fatte nella pianificazione di questo campionato ed il bisogno di correggere qualcosa a gennaio è sempre più incalzante.