Angelini non ci sta: “Posso fare anche la A”

Il tecnico ‘con data di scadenza’ (così definito di recente dalla carta stampata) parla a cuore aperto nella sua conferenza stampa d’addio.
30.05.2019 17:30 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Angelini non ci sta: “Posso fare anche la A”

È un Angelini diverso dal solito quello che si presenta in conferenza stampa, alla vigilia di quella che potrebbe essere la sua ultima partita sulla panchina del Cesena. Il tecnico, preso atto della separazione che avverrà dal 30 giugno in avanti, fa uso di un’amara ironia per tracciare il bilancio della stagione sportiva che si avvia alla conclusione.

Perché, malgrado la vittoria del campionato, ora le strade di Angelini e il Cesena si dividono? “Divergenze tecniche sulla costruzione della squadra in vista del prossimo campionato. Avrei voluto confermare la maggioranza del gruppo di calciatori che ci ha permesso di ottenere questo successo, facendo solo qualche innesto. Credo che la società abbia altre idee. Peccato, Cesena è una di quelle piazze che in serie C non può ambire solo a raggiungere la salvezza. Sono orgoglioso di avere sempre avuto il gruppo con me e sapere che molti ragazzi si trovano nella mia stessa situazione mi provoca dispiacere”.
Dai toni usati, traspare chiaramente anche dell’altro: parte della dirigenza è stata a lui contraria sin da subito. “Queste cose le sapete meglio voi che ne scrivete sino da agosto. Non so se io abbia avuto o meno la fiducia piena della dirigenza ma non è su ciò che imposto il mio lavoro. Il compito della società è prendere decisioni, quello dell’allenatore è allenare”.

Come si prepara la prossima partita, in virtù di quanto appena detto? “Come tutte le altre. Pensando a divertirci e provando a vincerla. Speriamo non sia l’ultima”.
Si entra più sul personale, qual è il bilancio che traccia Angelini al termine di questa avventura? “Annata molto positiva. È stato costruito un grande gruppo, come a Bellaria e Santarcangelo. Le pressioni si sono fatte sentire, anche se le avrebbe avute chiunque al mio posto. Così come le hanno avute a Modena, Avellino, Bari, Reggio Emilia… ”.
L’allenatore ‘aziendalista’, come ama definirsi, ha mai temuto di essere allontanto anzitempo dalla guida tecnica dei bianconeri? “Solo dopo Campobasso. Dopo la partita contro il Montegiorgio (pareggio interno per 1 a 1) non ho avvertito alcun timore: c’era troppo poco tempo di lì al termine del campionato per provare un cambio improvvisato. Il non esonero è stata la scelta giusta, malgrado non si potesse conoscere il finale. Fossi stato io il DS, mi sarei confermato”.

Chi ha comunicato al mister la scelta intrapresa dalla società? “La comunicazione è stata data da Martini e Lelli, non da Pelliccioni perché ‘è troppo impegnato’. Non sono certo sorpreso, sono nel mondo del calcio da tanto tempo e so come vanno certe cose… ”.
Si sarebbe sentito pronto Angelini per la serie C? “Posso fare anche la A, ho il patentino”.

Al termine della conferenza, l’intera squadra si lascia andare in un lungo e fragoroso applauso per il condottiero che ha riportato i romagnoli nel professionismo, dopo un solo campionato di serie D.