Angelini è pronto: “Ma se ti chiami Cesena è tutto più difficile”

A tu per tu con il mister bianconero: “Dopo il ko di Coppa con la Savignanese non ho chiuso occhio. Ora sono più sereno, ma dietro dobbiamo migliorare. E a chi dice che io non urlo... ”
12.09.2018 13:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3818 volte
Mister Beppe Angelini
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Mister Beppe Angelini

Ormai ci siamo. Domenica si parte.
L’attesa, in riva al Savio, è quasi ai livelli di guardia. E pure la tensione è alle stelle. Anche perché, le prime critiche di stagione – “La difesa balla troppo?”, “In porta non si poteva prendere uno tipo Agliardi?”, “Quando vedremo il ‘vero’ Biondini?” – hanno già fatto storcere al naso a qualche permalosone. Il buon Giuseppe Angelini però, almeno davanti ai nostri microfoni, conserva la serenità e (soprattutto) il self control tanto caro a Nils Liedholm e a… Raf.

Angelini, dica la verità: la sera, quando va a letto, fa fatica a prendere sonno?
“L’ansia, non lo nego, ora dopo ora sta sempre di più facendo capolino. Però no, la notte dormo come un ghiro. Sa invece quando non ho chiuso praticamente occhio? Subito dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Savignanese. Quella domenica notte mi sono girato e rigirato nel letto mille volte... ”.

Quello è stato il peggior Cesena dell’estate. 
“Quella batosta, secondo me, ci ha fatto bene. Già nell’amichevole giocata sabato scorso contro l’Axys Zola, in campo, ho visto un altro atteggiamento. Un’altra mentalità. Un altro spirito. Più grinta. E più giocate di qualità. Certo, anche in quell’occasione ci sono state delle disattenzioni evitabili”.

Dalla cintola in su, il suo Cesena, convince già. E pure tanto. Dietro, invece, si balla tanto. Troppo.
“Mettetevi bene in testa una cosa: noi siamo il Cesena! E il Cesena, almeno in serie D, deve giocare sempre per vincere! Così facendo è inevitabile che dietro, dove abbiamo diversi ragazzi giovani, ti scopri. Sarà presumibilmente questo il ritornello che ci attenderà per tutto il campionato, a meno che non affrontiamo squadre come il Mantova che, proprio come noi, giocano solo ed esclusivamente per vincere”.

Lei dice bene. Resta il fatto che di solito, i campionati, si vincono partendo dalla difesa. E la sua difesa ha fatto una fatica boia anche con l’Axys Zola.
“Siamo solo all’inizio di un lungo percorso. Ci vuole un po’ di pazienza. Di dietro, in futuro, servirà sicuramente più attenzione. Soprattutto nel momento in cui perdiamo la palla. E non parlate sempre di difesa! Ma di fase difensiva... ”.

Dove può ancora migliorare il Cesena?
“C’è ancora molto da lavorare, su più fronti. Nella fase di possesso palla, ad esempio, vedo troppa frenesia. Troppo nervosismo. Troppa voglia di accelerare i tempi. Nel calcio in generale, ma soprattutto nell’inferno della D, non è che le gare si vincono dopo dieci minuti. Lo sa qual è il problema? E’ che quel ‘nome’ Cesena, nella testa di questi ragazzi, pesa tantissimo. Se ti chiami Cesena e giochi a questi livelli sai che devi vincere sempre e comunque. Qui, sicuramente, dovrà essere bravo anche il sottoscritto a cercare di togliere un po’ d’ansia da prestazione a qualche giocatore... ”.

Fra le note liete di questo precampionato bianconero ci sono Alessandro e Tortori.
“Alessandro è un giocatore importante, uno che segna e fa segnare: sono sicuro che farà un grande campionato. Tortori? Quando è arrivato a Cesena erano in molti a dire che avevamo preso un giocatore che faceva pochi gol. Io l’ho osservato in allenamento, gli ho detto perché secondo me non segnava. Lui mi è stato a sentire e, sabato con l’Axys Zola, mi ha regalato una bella tripletta”.

Che il Cesena parta per vincere lo sanno oramai anche le casalinghe anticalcio di Ruffio I e Gattolino. Lei, quindi, ora ci deve dire quali sono le altre favorite del vostro girone.
“Già la nostra prima avversaria, l’Avezzano, è un’ottima squadra: domenica dovremo stare molto attenti, anche perché andremo a giocare in un campo molto caldo. Vedo bene poi la Vastese, il Francavilla, il Giulianova. Occhio inoltre al Forlì, che per me ha messo su uno squadrone. Sul Matelica, per ora, non mi esprimo... ”.

A chi afferma che Angelini non è un ‘urlatore’ lei risponde dicendo che... 
“... ognuno ha il proprio il carattere. Non serve urlare per novanta minuti o spaccare le panchine per essere dei bravi allenatori. Fidatevi: se le cose non vanno come voglio, mi incazzo pure io con i miei giocatori. Però, le cose, non le dico davanti a tutti come fanno altri miei colleghi. Io, le cose, le dico negli spogliatoi... ”.