Angelini: “Agliardi il top per noi, e Biondini crescerà. Su Cheddira... ”

A tu per tu con il trainer bianconero: “Io poco grintoso? A 53 anni, il mio carattere, non lo cambio più. Voglio portare il Cesena in serie C e aiutare Pelliccioni a fare il suo fioretto... ”
30.10.2018 08:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3425 volte
Beppe Angelini
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Beppe Angelini

Sogni. Speranze. Paure. Pregi. Difetti. Pronostici. Riflessioni. Illusioni. Risate. Promesse. Amarcord. Signore e signori, dentro questa intervista speciale c’è tutto il mondo di Giuseppe Angelini.

Angelini, cosa risponde a chi afferma già con certezza che lei a maggio festeggerà con il Cesena l’approdo in C?
“Rispondo dicendo che per il sottoscritto, riportare la mia squadra del cuore fra i prof, sarebbe un sogno che si avvera. È quello il mio unico obiettivo: vincere il campionato, salutare il prima possibile l’inferno della D. Allo stesso tempo, però, a questa eventualità non voglio pensarci troppo. Meglio fare un passo alla volta. Questo campionato, lo avete visto tutti, è terribile... ”.

Cosa risponde invece a quei tifosi che sono ancora convinti che lei non mangerà il panettone?
“Innanzitutto, davanti a questa cosa, preferisco... toccarmi. Poi rispondo dicendo che, nel calcio, può sempre succedere di tutto. Quando lo scorso luglio è partita questa nuova avventura sapevo benissimo che il mio compito non sarebbe stato facile, per tanti motivi. Un allenatore, l’esonero, lo deve sempre mettere in preventivo: soprattutto quando allena in una piazza importante ed esigente, che vuole tutto e subito”.

Questa storia dell’Angelini ‘bravo allenatore ma poco sergente di ferro’ ha rotto un po’ le balle. Lei che dice?
“Ognuno ha il proprio il carattere. E io, a 53 anni, ormai non cambio più. Io sono fatto così, non ho voglia di recitare un copione. E poi, lo ripeto, non serve urlare per novanta minuti o spaccare le panchine per essere dei bravi allenatori. Una volta, quando sentivo in giro questa solita ‘solfa’ sull’Angelini poco cazzuto, mi facevo un’auto-analisi, mi facevo delle domande. Adesso, francamente, a questa cosa non ci penso più”.

Dopo nove giornate possiamo già stilare un primo importante rendiconto su questo start bianconero.
“Magari all’appello manca qualche punticino, ma questo mio primo bilancio non può che essere positivo. Lo so bene che noi siamo il Cesena, ma nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato, neppure in D. Non scordiamoci che la scorsa estate siamo partiti in ritardo e che questo ‘start’  nascondeva tante insidie. Sono soddisfatto: siamo reduci da 4 vittorie consecutive. Domenica a Jesi, pur non brillando, abbiamo vinto su un campo rognoso. Sfoderando tanta grinta e sana cattiveria”.

Cosa pensa delle primedonne bianconere Ricciardo, Agliardi e De Feudis?
“Per Ricciardo parlano i numeri, 8 gol segnati in 9 gare è davvero tanta roba: Giovanni sta disputando un campionato da urlo. So che lo stanno cercando diverse squadre, ma sono abbastanza tranquillo: alla fine resterà con noi. Agliardi lo volevamo già la scorsa estate, poi però a causa del ‘famoso’ discorso legato agli under non lo abbiamo preso. Seppur in ritardo ci siamo accorti dell’errore commesso ed adesso siamo felicissimi di averlo fra di noi: Federico, con la sua esperienza, non solo ci ha portato enormi benefici in campo, ma anche fuori. De Feudis? Beh, il Conte è il Conte... ”.

Siamo certi che anche Biondini tornerà protagonista molto presto.
“Biondini ha il Cavalluccio tatuato sul cuore: solo per questa cosa meriterebbe stima e riconoscenza eterna. Io poi, di lui, sono già soddisfatto. Sotto tutti i punti di vista. Ogni tanto poi, qualche errore ci può anche stare. Non bisogna però essere sempre pronti a criticarlo. Fidatevi: Biondini è una certezza di questa squadra. A Jesi, per me, ha disputato una buona gara. E presto crescerà ancora... ”.

Là davanti, nel mercato di riparazione, arriverà un altro attaccante? Magari Cheddira?
“Le priorità attuali sono due terzini under e un centrale esperto: dietro siamo un po’ corti. Un’altra punta, se da un lato ci potrebbe fare comodo a livello numerico, dall’altra potrebbe anche minare certi equilibri che si sono creati. Vediamo che succede, qualcuno comunque potrebbe arrivare. Cheddira? Sarebbe un gran colpo, su questo non ci piove. Però la Sangiustese non lo darà via tanto facilmente... ”.

Ora vogliamo sapere il suo idolo bianconero di sempre, il calciatore più forte con cui ha giocato a Cesena e l’allievo più forte che ha avuto alle sue dipendenze in riva al Savio.
“Sull’idolo bianconero non ho dubbi, visto che io ho sempre avuto un debole per Schachner. Qui a Cesena, invece, ho avuto la fortuna di giocare assieme a grandi campioni come Agostini, Rizzitelli, Rossi o Bianchi: impossibile scegliere il migliore. Il giocatore più forte che ho allenato? Mi viene subito in mente Valzania. Ma non voglio dimenticarmi neppure di Moncini e di Dalmonte. Non è un caso se adesso sono tutti e tre in A”.

Chiudiamo con il domandone finale: il suo fioretto in caso di promozione?
“Ho letto che Pelliccioni, in caso di approdo in C, vuole andare a piedi da San Marino a Cesena. Ecco, io potrei seguirlo. In bicicletta. Con addosso un bello zaino speciale dove dentro ci metto tutto quello che può servire ad Alfio: acqua, vivande, bombole di ossigeno. A parte gli scherzi, non fatemi parlare troppo di fioretti promozione. La strada che porta alla C è ancora lunga e tortuosa. Il Matelica è forte, ha vinto 8 gare su 9, ha una rosa ampia e ha pure dei soldi da spendere a gennaio. E poi non c’è solo il Matelica... ”.