Agliardi: “Voglio essere ancora protagonista a Cesena. E quei 2 sassolini…”

A tu per tu con il portiere bianconero: “Non riesco nemmeno ad immaginarmi lontano da questa piazza però…sono ancora integro e motivato. La D? Mi fa sorridere…”
26.05.2019 17:59 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Agliardi: “Voglio essere ancora protagonista a Cesena. E quei 2 sassolini…”

Il nuovo Cesena? Salvo (stupidi, immotivati, pacchiani) terremoti di bibliche proporzioni ripartirà ancora da lui. Da Federico Agliardi. Da questo professionista esemplare che, anche in quel maledetto inferno ‘chiamato’ serie D, ha dimostrato il suo grande amore per il Cavalluccio. Dentro e fuori dal campo.

Agliardi, un anno fa di questi tempi lei non se la stava spassando troppo bene… “C’era il Cesena che stava fallendo. C’erano tutte le mie certezze che, giorno dopo giorno, si stavano sgretolando. C’era la paura di restare a piedi dopo 19 anni di professionismo. Un anno fa di questi tempi, il mio futuro, era un punto interrogativo grosso come una casa. Anzi, come un condominio…”.

Sulla carta nemmeno adesso possiamo essere certi che il suo futuro farà ancora rima con Cesena… “Non c’è ancora nulla di scritto, nulla di sicuro. In mano ho solo una…promessa verbale fatta lo scorso ottobre dalla società. Ma io cerco di rimanere relativamente sereno, tranquillo. Poi è chiaro, un pizzico di ansia c’è sempre. Perché nel calcio a volte basta una folata di vento, una stupidata, per stravolgere tutto. Amo questo club, questa piazza, questa gente: ora come ora non riesco nemmeno ad immaginarmi lontano da Cesena…”.

Ma lei accetterebbe di restare in riva al Savio anche solo per fare la chioccia a un baby portiere in rampa di lancio? “Questa cosa mi è già successa a Cesena, in A (con lo ‘sponsorizzatissimo’ e sopravvalutatissimo Leali nel 2014-15, ndr). Dunque la chioccia ho già dimostrato di saperla fare (risatina, ndr). Però a questa domanda non posso e non voglio rispondere. Perché quando a un calciatore viene sottoposto una proposta di contratto, le variabili in gioco sono tante e variegate. Una certezza, però, ve la regalo già: sono ancora integro e motivato, mi sento bene, sono fresco reduce da una promozione raccolta con addosso questi colori. Dunque…vorrei essere ancora protagonista. A Cesena, ovviamente”.

Intanto, come da pronostico, le chances di conferma di Angelini sono ormai ridotte al lumicino. “Io, di queste cose, non so nulla. Vedremo quello che succederà. Di sicuro, al mister, voglio fare i complimenti. Perché ha saputo vincere un campionato difficile. E perché è stato bravo nel saper toccare le corte giuste dello spogliatoio nei più momenti difficili, nei momenti più carichi di tensione”.

Intanto Pelliccioni, in attesa di rispettare il suo fioretto promozione, è già al lavoro per la prossima stagione. “La società, confermandolo, ha fatto la cosa giusta (giustissimo: non confermare il vecchio Pelliccioni sarebbe stata una…boiata pazzesca, ndr). Alfio vuole bene al Cesena e, la serie C, la conosce come le sue tasche…”.

Che ci dice di questa (inutile) Poule Scudetto? “Dico che proveremo a vincerla. Dico che proveremo a regalare ai nostri tifosi e alla società un altro successo. Anche in questa fase finale stiamo facendo bene: i ragazzi che in questa stagione hanno trovato meno spazio stanno facendo vedere grandi cose”.

Il campionato è già finito da una ventina di giorni. Non ha un sassolino da togliersi dalla scarpa? “In realtà ne avrei due, di sassolini. Il primo: è stato davvero tristissimo sentire arrivare da Matelica certe dichiarazioni sul Cesena (legate anche al ‘famoso’ biscotto finale, ndr). Potrei parlare ore ed ore di questa cosa, ma mi fermo qui. Il secondo sassolino, forse il più importante: in serie D, molte volte, vedi delle cose che ti fanno sorridere. O interrogare…”.

Si riferisce alle Panda che diventano all’improvviso dei bar o a certi presidenti ‘cattivi’ che vietano l’uso della stampa ai giornalisti ospiti? “No, mi riferisco a certe squadre che danno il 200% solo quando affrontano il Cesena. E che poi, la domenica successiva, tornano improvvisamente sulla terra. Ma che ci volete fare? Anche questa, signori, è la serie D. Ci sarà pure un motivo se ci sono le categorie? Giusto? E noi, per fortuna, siamo di nuovo tornati fra i prof…”.