Foschi: "Con Percassi e l'Atalanta c'è un rapporto speciale. Gagliardini? Non vale 30 milioni"

 di Marco Manuzzi  articolo letto 1933 volte
Fonte: calciomercato.com
© foto di Federico Gaetano
Foschi: "Con Percassi e l'Atalanta c'è un rapporto speciale. Gagliardini? Non vale 30 milioni"

Rino Foschi ha recentemente concesso una lunga intervista in esclusiva al sito calciomercato.com riguardo i tre gioielli dell'Atalanta, oramai al centro delle mire di mercato di mezza Europa. I nomi sono quelli di Roberto Gagliardini, Frank Kessie e Mattia Caldara, tutti e tre transitati da Cesena nel recente passato e tutti e tre attenzionati speciali proprio di Foschi. Il difensore sembra essere promesso sposo della Juventus che, assieme a Rugani, mira a formare la coppia difensiva del futuro. "In Caldara vedo l'ideale post-Barzagli, che ho avuto a Palermo e valorizzato. Hanno qualche caratteristica in comune, Mattia diventerà un grandissimo difensore". Il curriculum parla di due anni in B prima dell'esperienza a Bergamo: "Posso dire che sono quasi un dipendente del presidente Percassi, sfruttiamo un canale privilegiato con l'Atalanta che ci ha sempre dato una mano. Caldara aveva giocato venti partite importanti a Trapani l'anno prima, tanto che aveva promesso a Cosmi di tornare. Vedo un grande futuro per lui".

Un altro destinato a fare grandi cose è Gagliardini, in procinto di passare all'Inter per 30 milioni fra prestito e riscatto, una cifra forse esagerata: "Allora partiamo dal presupposto che la richiesta arriva anche in base a chi è l'offerente, che in questo caso non è il Carpi. Il giocatore dovrebbe arrivare, perchè l'operazione non è ancora chiusa, per un prestito oneroso da due milioni. Questo passaggio ci sta, è in linea con quello che è il suo livello attuale. Poi dovrà meritare il riscatto ad una cifra che, francamente, forse non è quella giusta in relazione alle poche presenze totalizzate in Serie A. Parliamo di un giocatore che si farà, che ha qualità e l'Inter è stata coraggiosa nel fare questo tipo di investimento. Ma a differenza di Caldara, che è un ragazzo che ho avuto con me a Cesena, a oggi non vale quella cifra". Infine Kessie, da sconosciuto a stella nel giro di un anno. "A Bergamo c'erano stati dei problemi di ambientamento, capita a chi viene da posti molto lontani, con culture diverse. Io l'ho aiutato molto, posso dire che sono stato quasi come un secondo padre per lui: gli ho preso l'appartamento, gli ho messo Sky, gli rimboccavo le coperte. Chi lo prenderà farà un grande colpo, è già un giocatore importante". 

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