A TE DEG ME - Issiamo la bandiera Schiavone

09.02.2018 07:30 di Redazione TUTTOCesena  articolo letto 926 volte
A TE DEG ME - Issiamo la bandiera Schiavone

Patrick: Questo è un sogno, pretenzioso come quello di un bambino e irriducibile come quello di un romantico. Irriducibile appunto, così è Andrea Schiavone, colui che veste la 8 di De Feudis, una vera e propria bestemmia per chi conosceva il giocatore prima di pochi mesi fa. Da un gol concesso per una “papera” del portiere avversario all’altro. Dallo Schiavone, regista scuola Juventus, al quale venne affidato il Cesena del dopo-Sensi, la squadra fortissima sulla carta ma non nei fatti,  che siglava nella sfida salvezza del cavalluccio di Camplone contro il Brescia, l’illusorio vantaggio grazie all’errore di Arcari. Allo Schiavone che punisce il giovane Plizzari, regalando ai bianconeri tre punti di platino, ossigeno puro come la sua dedizione in campo.

Quel regista spento non esiste più, ora c’è solo il mastino che Castori ha plasmato, ma che soprattutto, il ragazzo, l’uomo, Andrea Schiavone ha saputo ritrovare. Fin dalla gara di Coppa Italia contro il Genoa, in estate, si era visto come fosse in grande condizione; il mancato passaggio al Livorno in cambio di Moscati è una coincidenza mistica, uno di quei rari casi in cui l’impegno viene premiato a fondo. Non sappiamo dove il Cesena arriverà a fine stagione, ma possiamo dire che l’ex Juve è il simbolo di questo momento storico. Una squadra che dopo le lezioni ricevute da Ascoli e Pro Vercelli sembrava morta, ma che ora è viva e lotterà fino alla fine.

Castori è stato determinante, così come la nuova linfa di Laribi e i gol di Jallow, ma Schiavone è l’emblema, colui che con il proprio percorso rappresenta meglio di chiunque il percorso del cavalluccio. Una carriera travagliata, dalla quale all’inizio ci si aspettava troppo, che adesso meriterebbe più riconoscimenti, e che si sposa benissimo con l’esistenza di passione romantica e romantica sofferenza tipica del tifoso medio cesenate. Magari un giorno questo numero 8 sarà una nostra bandiera, magari il crudele mercato regalerà altri orizzonti, ma nel frattempo lasciateci sognare un altro 2-0 impartito al Milan in Serie A. Doppietta di Moncini, con Schiavone a far legna in mezzo al campo, un trionfo che al “Conte” non fu concesso.