A TE DEG ME "Cesena per la Romagna è come Padre Pio per San Giovanni Rotondo"

04.04.2018 08:00 di Redazione TUTTOCesena  articolo letto 996 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
A TE DEG ME "Cesena per la Romagna è come Padre Pio per San Giovanni Rotondo"

Stefano: "Ho fatto una mia riflessione. Nella vita si vive di motivazioni quali possono essere: la famiglia, l’amore, il lavoro, lo studio, gli hobby, la religione, lo sport etc. Ecco appunto lo sport, che può essere quello praticato, oppure quello da spettatore o ancora da tifoso, poi esiste una categoria a parte che non appartiene a nessuno di queste, che è l’appassionato del Cesena.
Mi sono sempre chiesto perché a Cesena e nei dintorni il Cesena sta come Padre Pio a San Giovanni Rotondo, ma una vera risposta non sono mai riuscito a darmela.
Il tifoso cesenate non è un esteta del calcio, ma è quello che va allo stadio spinto dal senso di appartenenza alla propria terra e con la voglia di aggregazione.
Poco importa se la squadra non giochi bene, ma l’importante è che abbia dato tutto, lottando con il coltello tra i denti. Caratteristiche tipiche del popolo romagnolo.
La storia è piena di esempi aggregativi di massa, mezzo secolo fa faceva da padrone l’andare in chiesa, oppure riempire le piazze per un credo politico, tutti fattori che oggi sono andati in crisi con chiese e piazze sempre più vuote... l’unico punto fermo rimaneva lo stadio.
La situazione societaria del Cesena e della squadra sul campo ha radici molto lontane dove alla fine ci stanno perdendo tutti o quasi...
La situazione societaria del Cesena non è dovuta solo alla pessima gestione, ma perché appartiene a un sistema calcistico a sua volta fallito, dove società medio-piccole non riescono più a sostenersi per vari motivi ormai noti ai più esperti...
Tutto ciò rischia di scomparire, portando alla rassegnazione di partecipare alle aggregazioni di massa social, ognuno a casa propria.
Io sono un vero appassionato di Cesena e girare nelle vie della città, fermarsi per un caffè con l’ argomento immancabile del Cesena, sentire i vecchietti che parlano della partita passata, incontrare un giocatore o un dirigente e parlare tranquillamente sull’argomento come con un amico qualsiasi è sempre troppo bello, oppure entrare in un negozio subito dopo la partita e sentire il gestore chiedere: ma il Cesena ha giocato? Che cos’ha fatto? Quest’anno ci salviamo? Domande tipiche di abitanti della città, sconosciuti tra di loro che per lo più non vanno neanche allo stadio...
Queste cose mi mancherebbero da matti.
Come l’ansia del fine settimana del pre partita e poi l’apertura del giornale alle 6:30 della domenica o del lunedì mattina fresco di stampa... sensazioni uniche!
Ma alla fine ce ne faremo una ragione.
Conclusione...?
Tifare Cesena è sinonimo di sofferenza, ma deve essere accompagnato dalla speranza.
La speranza deve essere un componente importante tanto quanto la sofferenza, perché ogni anno alla fine di un campionato deve valere la voglia di rivalsa per il campionato successivo.
Sperare appunto...
Sempre forza Cesena!".