Se il Cesena fosse un mobile Ikea...

09.10.2012 08:41 di  Stefano Severi   vedi letture
Se il Cesena fosse un mobile Ikea...

Definitivamente Malm. Se il Cesena fosse un mobile Ikea, vorrei che fosse qualcosa della serie Malm, la mia preferita sia dal punto di vista estetico che pratico. Ho preso due letti Malm, uno ovviamente alle Vigne ed uno quassù a Brema. Li ho sempre montati nello spazio di poche decine di minuti, forse qualcuno in più in Germania per colpa di quell’idiota del vicino di casa, tale Vogel (nomen omen: Vogel in tedesco significa uccello) che si lamentava per il casino durante il trasloco. Per fortuna Vogel se n’è andato, a metà tra Giampaolo e Arrigoni.

Il Malm è una certezza: hai tanti pezzi apparentemente scombinati ma sai già dove andrai a finire. Hai una strategia (che quelli più pragmatici che romantici chiamano libretto d’istruzioni) e se ti giochi bene le tue possibilità (ovvero: solo i miei amici che facevano storia moderna e cooperazione internazionale non erano in grado di montarlo) costruisci una gran bella cosa. Funzionale, efficace, duratura.

Invece questo Cesena è tutt’altro che Malm, e lo stesso Bisoli, anche se non ha mai dovuto fingere di studiare per esami quali storia della chiesa o antropologia francese, sembra non capirci molto. Mancano le istruzioni. E non ci sta capendo niente nessuno.

Ceccarelli, esatto, quello della linea d’abbigliamento. Per carità, nelle istruzioni c’è scritto che è un terzino di spinta, uno che ha dimostrato di poter giocare anche in serie A. Eppure sembra corto, non arriva un cross che sia uno per quest’altro pezzo, Succi, bomber di categoria secondo il manuale Ikea. E per fortuna che il servizio clienti Ikea prima di chiudere ci ha lasciato qualche pezzo di scorta, come Belardi o Graffiedi. Che Nicola Campedelli non era riuscito ad usare, d’accordo. Se fosse dipeso da lui, avremmo dormito sul pavimento per tutto l’anno, altroché letto Malm. Bisoli, che ha l’animo da carpentiere, qualcosa in più è riuscito a fare. Ma resta tutto un gran casino.

Avrei altri mille dubbi circa la reale funzione dei pezzi di questo Cesena. Pezzi Ikea, pezzi che con la serie Malm non c’entrano nulla, pezzi presi dai cinesi e spacciati per svedesi (ci sono anche quelli, eccome se ci sono). Con questo materiale tecnico a disposizione, per fare un letto ci vuole davvero della fantasia, e Bisoli deve essere quindi artista ancor prima che ingegnere per plasmare qualcosa di valido. Impresa ai limiti dell’impossibile, ancor più che traslocare senza andare in rissa col vicino teutonico non certo dotato della simpatia di Henning Tatje.

 

Avviso ai lettori.

Nella realtà i giocatori del Cesena non sono intercambiabili con i pezzi della serie Malm, Ikea è un marchio registrato usato senza alcuna autorizzazione, antropologia francese mi auguro che non sia previsto da nessuna parte come esame e magari esiste invece qualche tedesco simpatico diverso da Henning. E forse i tifosi del Modena sono simpatici e Bisoli riuscirà a riportare già quest’anno il Cesena in serie A. E dire che avevo iniziato quest’ultimo paragrafo con un “nella realtà”.