La strada è in salita ma la guida è quella giusta

Giornalista collaboratore, da oltre otto anni, delle testate giornalistiche Radio Bruno, Corriere Romagna e Corriere Cesenate.
18.09.2012 08:02 di  Eric Malatesta   vedi letture
La strada è in salita ma la guida è quella giusta

E’ l’uomo giusto al momento giusto. Non c’è dubbio. Pierpaolo Bisoli è l’allenatore di cui il Cesena aveva bisogno e che tutta Cesena voleva vedere ancora sulla panchina del cavalluccio marino. Per tornare a vincere ci vuole uno come lui. Punto.

Conosce bene la piazza, è carico a balestra e ha voglia di rimettersi in gioco dopo un duplice esonero a Cagliari e Bologna, città e squadre a lui care ma che da allenatore non lo hanno visto imporsi come in riva al Savio. Che a Bisoli piaccia un gruppo operaio senza troppe prime donne è risaputo: il leader è innanzitutto lui. Lui che però predica la parola “gruppo” come costante. E lui che apre l’ombrello ogni qual volta ci sia bisogno di proteggere i suoi giocatori. Il “noi” al posto dell’ “io”. La parola “io” il tecnico di Porretta la usa solo quando le cose vanno storte: è lui che si assume le responsabilità, dunque è lui il vero leader della squadra.

Il Bisoli 2 arriva a Cesena dopo l’ennesima scommessa di Campedelli: fu una scommessa lo stesso Bisoli quando arrivò a Cesena da Foligno e conquistò tutti con quelle due meravigliose cavalcate vincenti. Fu una scommessa Ficcadenti, vinta anche quella tra mille pensieri e difficoltà. E scommesse lo sono state Giampaolo e Nicola Campedelli. Due piani diversi ma stesso fatturato: zero identità, zero gioco e zero vittorie. Questa volta il presidente non ha certo temporeggiato e, colto dall’evidenza e dall’esigenza, ha fatto fuori il giovane fratello col suo “giovane” staff, convocando quello che, sulla carta, era il top-manager che tutti quanti volevano.

Il campo, come sempre dirà la sua, ma non soffermiamoci unicamente sulla figura dell’allenatore. Il Bisoli-bis non sarà subito in discesa. E lo si è visto a Terni, dove la squadra ha tenuto bene nel primo tempo ed è andata vicino al gol con Graffiedi (sempre lui però.. e solo un tiro in porta in 90 minuti però..). Ed è calata vistosamente nella ripresa però.. dove un super Belardi ha salvato l’impossibile. L’entusiasmo del mister e dei tifosi potrà spingere sicuramente un gruppo nato con poca amalgama. Però non basta. L’obiettivo è la salvezza ma prima bisogna ricostruire: morale, gioco e spogliatoio. Solo attraverso questi capisaldi il cavalluccio marino potrà tornare a nuotare in acque più limpide. Bisoli lo sa bene, così come tutti quanti lo sanno bene ormai, Bisoli ha bisogno di tempo. Tempo per forgiare a dovere la sua nuova creatura, che a differenza di quelle che precedentemente ha voluto lui, si è trovato ora a gestire in corsa. Iniziare (con la pretesa di finire) un campionato con 3 sole punte da spalmare su 42 partite è un rebus che il Bisolone dovrà risolvere. Al mercato di riparazione?  Dietro non c’è l’eccellenza e si dovrà fare di necessità virtù. Così come a centrocampo dove non si può prescindere da Iori. In porta il nuovo titolare sembra essere Belardi, a discapito di quel Ravaglia su cui la società puntava, e da Bisoli già scaricato a suo tempo dopo la promozione in B.

Insomma, i temi non mancano. La sfida è tosta ma affascinante, come tutte le strade in salita o i muri da abbattere. “Ad astra per aspera” dicevano i latini. Se il Cesena di Bisoli tornerà al successo attraverso le difficoltà lo scopriremo tutti strada facendo.