Quando quello che io ho sempre considerato "lo sfizio del capo" arrivò a Cesena partirono le dichiarazioni di rito che fecero discretamente infiammare la stampa locale e anche una buona parte della tifoseria: ricordo che il Corriere in autunno se ne uscì con un virgolettato del calibro di "Cesena è la mia Champions League!", roba da non crederci.
E infatti non era vero.
Strano come cambiano le cose in meno di un anno: il "condottiero" non ingrana, conferma di rendere soprattutto in notturna e si porta dietro pure un bel pezzo di spogliatoio mentre in campo segna sì qualche goal (uno in particolare contro il Genoa rimarrà in ogni caso nella mia memoria, quando da trenta metri e passa ha tolto la ragnatela dal sette alla sinistra di Frey...) ma va a corrente talmente alternata che sarebbe più corretto considerarlo un elettrodomestico spento che, ogni tanto, fa contatto; oggi sirene turche cantano il loro richiamo e Adrian Mutu, lungi dal legarsi all'albero della nave, è già partito per farsi fotografare, intervistare e sono ripartite le dichiarazioni d' amore: "voglio vivere a Istambul!" A Cesena non si aspetta altro ovviamente, che sia la Turchia o Cefalonia cambia poco, basta che il "campione" se ne vada, portandosi dietro il pesante fardello dell'ingaggio; e dire che ancora fino a pochi giorni fa, quando ancora non si era fatto vivo nessuno per accaparrarsi i suoi servigi, Adrian decantava le bellezze locali e non escludeva affatto una sua permanenza nella terra della piadina...almeno fino a quando non ha scoperto di preferire il grano turco.