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CORRIERE ROMAGNA - Cesena, ora si fa sul serio
06.08.2012 12:20 di Francesco Satanassi
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Fonte: Corriere Romagna a questa settimana il Cesena imboccherà l’ultimo rettilineo, prima di cominciare le curve: in fondo alla strada c’è il primo ostacolo, ovvero la coppa Italia contro la Pro Vercelli, poi a fine mese sarà finalmente campionato. In attesa del primo verdetto e degli ultimi rodaggi, ecco la radiografia attuale del Cesena. Le certezze. Rispetto agli ultimi anni, è stata un’estate diversa innanzitutto per un motivo: la spina dorsale della squadra è stata ricostruita e soprattutto consegnata al nuovo allenatore prima del ritiro. A differenza degli ultimi colleghi, Nicola Campedelli ha potuto lavorare e plasmare il gruppo fin dal primo giorno e ora il Cesena dovrà concentarsi solo sui ritocchi, perlomeno in entrata. Partendo dal centrocampo, ad esempio, sono arrivati due giocatori che hanno vinto l’ultimo campionato (Gessa e Iori), e due giovani di spessore come D’Alessandro e soprattutto Parfait, uno che sarebbe stato sempre titolare nella mediana bolsa e compassata di un anno fa. Davanti le qualità e il fiuto di Succi non si discutono: l’unica incognita è legata alla condizione fisica, ma finora l’ex bomber del Padova ha saltato solo un’amichevole a scopo precauzionale e ha dimostrato di essere carico. La scelta di Ravaglia, nel progetto Cesena (valorizzare un ragazzo del settore giovanile dopo alcuni anni in giro a fare esperienza), ha una logica e quindi un senso, mentre Lapadula ha conquistato tutti e si candida a mina vagante della stagione. I punti interrogativi. La difesa, finora, è ingiudicabile per un paio di motivi. I test amichevoli non sono serviti per mettere sotto pressione il pacchetto arretrato di Campedelli e, soprattutto, il futuro di molti giocatori è ancora da scrivere. Solo a sinistra le caselle sono state riempite, con Andrea Rossi e Favalli (coppia ben assortita). Decifrare Benalouane è come voler provare a risolvere il cubo di Rubik in dieci secondi, anche se gli attaccanti che pascolano in B non sono carnivori come quelli che spesso lo hanno fatto a fettine in A. Tradotto: con quel fisico, potrebbe mettersi in tasca parecchia gente se solo riuscisse a non perdere la bussola. Al suo fianco, con Caldirola in partenza, è stato scelto il portoghese Brandao, che fino a due anni fa era un ottimo gregario al piano di sopra ma che va testato dal punto di vista fisico perchè viene da un biennio complicatissimo con una manciata di partite nelle gambe. E poi c’è la fascia destra, dove finora Campedelli si è arrangiato. Il paradosso. Proprio qui sta il paradosso: il Cesena, al momento, non ha un terzino destro di ruolo in rosa pur avendone addirittura due, peraltro piuttosto esperti, a libro paga. Comotto e Ceccarelli, infatti, non rientrano nei piani ma se non dovessero trovare acquirenti, resterebbero. E allora: dopo aver giocato per un mese senza un terzino di ruolo, arrangiando Bamonte e soprattutto Tabanelli, ha ancora senso lasciare un giocatore come Ceccarelli ai margini? Contro la Pro Vercelli chi giocherà a destra? L’altro paradosso riguarda Ricci, che oggi passa all’Ascoli: un ragazzo del 1989, romagnolo, cresciuto nel settore giovanile del Cesena e pure discreto negli scampoli avuti finora a disposizione. Probabilmente avrebbe meritato una chance o perlomeno di allenarsi con gli altri e non da emarginato nei campi periferici assieme a giocatori con la pancia e il portafoglio pieni come Mutu. Cosa manca. Alla prima partita ufficiale mancano cinque giorni, al campionato poco meno di tre settimane, alla fine del mercato meno di un mese. Come si comporteranno gli uomini mercato del Cesena? In difesa dipende tutto dai terzini di cui sopra e da Caldirola, mentre a centrocampo la coperta è di qualità ma un po’ corta. Perchè alle spalle dei titolarissimi, ci sono soprattutto tante scommesse: in mezzo arriverà un mediano esperto, perchè gli esordienti Meza Colli e Forte non possono essere i primi ed unici ricambi di Iori e Parfait in un campionato di 42 partite, mentre sugli esterni, soprattutto quando il sistema di gioco è il 4-4-2, servono più alternative e i soli Turchetta e Defrel non bastano. In prima linea, invece, bisognerà capire cosa vorrà fare da grande Malonga: in caso di cessione, potrebbe arrivare un attaccante-ariete, visto che senza Cori mancano chili e centimetri. Altre notizie - Rassegna stampa
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