Presentato ieri nel deserto ritiro di Acquapartita Manuel Iori.
© foto di Federico De Luca
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Rivoluzione doveva essere. E rivoluzione è stata. In questo nuovo Cesena che sta emettendo i primi vagiti nel ritiro di Acquapartita non c'è quasi traccia dei protagonisti dell'ultima retrocessione che ha riportato i bianconeri di Romagna in B
dopo soli due anni. Poche, pochissime, le facce note. C'è l'inossidabile senatore Maurizio Lauro, alla settima avventura consecutiva a braccetto del Cavalluccio. C'è il nuovo numero uno, Nicola Ravaglia. La 'nebulosa' Dominique Malonga. Un paio di
giovani. A breve salirà sull'Appennino romagnolo anche il redivivo Yohan Benalouane. Poi basta, solo novità.
Lui ci prova - Tra le grandi new entry più attese e più sugose di questo Cesena c'è così anche Manuel Iori, approdato in riva al Savio tre giorni fa dal Chievo (prestito con diritto di riscatto) nell'ambito dell'affare che ha portato Roberto Guana in Veneto a
titolo definitivo. «Siamo felicissimi di esserci assicurato questo giocatore - dice Igor Campedelli - Iori era il centrocampista più ricercato di B». E' felice il patron bianconero. Ma è contento e pieno di entusiasmo pure l'ex clivense, che ieri è stato presentato a stampa e tv. «Sono reduce dalla grande cavalcata col Torino - dice l'ex granata - e non posso negare che mi stuzzicava l'idea di giocarmi le mie chances in A.Visto che non è stato possibile, non ci ho messo molto a dire sì ad Igor Campedelli. Il Cesena è la squadra che mi ha cercato con più insistenza e quindi sono ben lieto di aver sposato questo progetto. Quella serie A che mi è appena sfuggita di mano, ora sono pronto a riprenderla sul campo col Cesena».
Primo impatto - Eccolo, dunque, il nuovo regista del Cesena. Colui che dovrà illuminare la manovra bianconera nell'inferno cadetto. «Chi mi conosce bene sa che sono un centrocampista più di impostazione. Però ho sempre giocato facendo le due
fasi. Sia in un centrocampo a due che a tre. Per me non ci sono problemi... ».
Prime impressioni? «Molto positive. Si sta cercando di creare un giusto mix tra giovani ed esperti al fine di allestire una squadra competitiva. In seno al gruppo c'è tanto entusiasmo, tanta voglia di fare bene».
Ma che B vedremo prossimamente su questi schermi? «Ci sono società che stanno allestendo squadre competitive. Ma quest'anno, almeno sulla carta, dovrebbe mancare l'ammazza-campionato».
E Nicola Campedelli? Non è troppo inesperto per questa nuova avventura? «In panchina non contano gli anni, ma le idee e l'entusiasmo... ».