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CORRIERE ROMAGNA. Campedelli e i baby-allenatori del CesenaCampionato di guerra e allenatori-giocatori a parte, sarà lui il tecnico più giovane della storia bianconera
03.06.2012 12:08 di Redazione Tuttocesena.it
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Fonte: Giovanni Guiducci per il Corriere Romagna Nicola Campedelli guiderà il Cesena in serie B a 33 anni e 7 mesi, esattamente la stessa età con cui lo scorso anno André Villas Boas guidò il Porto alla conquista della Europa League. La tendenza a dare fiducia ai “baby-allenatori” sta prendendo piede anche in Italia dove nelle ultime due stagioni hanno esordito in serie A il 36enne Andrea Stramaccioni (Inter) e i 37enni Denis Mangia (Palermo) e Vincenzo Montella (Roma). A differenza di Campedelli i primi due avevano alle spalle una carriera da giocatore di nessun rilievo, inoltre al contrario del neo tecnico bianconero, Stramaccioni e Montella avevano esperienza solo nelle giovanili. Campedelli non sarà neppure il più giovane allenatore nella storia della serie B: ad esempio, Vincenzo Guerini aveva 30 anni quando nel 1983 gli fu affidato l’Empoli, mentre Luigi Radice ne aveva 32 quando nel 1967 sedeva sulla panchina del Monza. Entrambi sono accomunati alla ex “freccia di Gatteo” da una carriera da calciatore conclusa anzitempo a seguito di infortunio. Allenatori-giocatori. Campionato di guerra e allenatori-giocatori a parte, Campedelli sarà comunque il più giovane allenatore nella storia del Cesena. La speciale classifica dei baby-allenatori bianconeri è guidata da Arnaldo Pantani (29 anni) che nella stagione 1940-’41 rivestiva contemporaneamente i panni di giocatore, dopo essere stato tra i fondatori dell’A.C. Cesena. Allenatore-giocatore era anche il 32enne Renzo Burini (ex nazionale azzurro) che nel corso del campionato di serie D 1959-’60 prese in mano la squadra, insieme allo stesso Pantani nel ruolo di direttore tecnico, e la condusse alla promozione. Seguono all’età di 33 anni, come Nicola Campedelli, Marcello Pellarin (campionato di guerra 1944), Giuseppe Milano (serie B 1946/47) e Giuseppe Matassoni (serie D 1959/60), questi ultimi due come giocatore-allenatore. Il genero del presidente. Fino ad oggi il più giovane tecnico bianconero era stato Paolo Ferrario (34 anni), che nel 1976-’77 venne promosso a campionato in corso dalla Primavera alla prima squadra (prima ad interim, poi definitivamente) dal presidente Dino Manuzzi, ovvero da suo suocero, nel vano tentativo di evitare la retrocessione in serie B. Ciapina aveva in squadra giocatori più anziani di lui come il capitano Pierluigi Cera o suoi coetanei come i senatori Lamberto Boranga e Mario Frustalupi. Come Campedelli (che presto si iscriverà al supercorso di Coverciano), neppure Ferrario aveva il patentino di prima categoria e così fu affiancato da Marcello Neri (38 anni). L’esempio di Radice. A livello di serie B l’esempio più significativo (e promettente) di tecnico molto giovane è quello di Luigi Radice che, dopo avere vinto al debutto il campionato di serie C con il Monza ad appena 31 anni, nella stagione cadetta 1971-’72, a 36 anni, sedette sulla panchina del Cesena per portarlo l’anno seguente in serie A. In rampa di lancio. Tra i tecnici passati a Cesena in età non superiore ai 40 anni e poi destinati a carriere importanti ricordiamo anche Eugenio Bersellini (37), Giuseppe Marchioro (39) e Albertino Bigon (40), tutti all’esordio in A. Bersellini fu nel 1973/74 il primo allenatore dei romagnoli in serie A e condusse la squadra ad una meritata, quanto anticipata, salvezza. Marchioro nel campionato 1975/76 fu l’artefice dello 6° posto (miglior piazzamento di sempre) e della conseguente qualificazione in coppa Uefa. Bigon, come Bersellini, nel 1987/88 centrò subito la salvezza e negli anni successivi andò altrove a vincere lo scudetto (come pure Radice). Altre notizie - Rassegna stampa
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