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CORRIERE ROMAGNA. Nicola: "La diffidenza non mi spaventa perché la gente non mi conosce come allenatore"
26.05.2012 15:21 di Giovanni Guiducci
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Fonte: Luca Alberto Montanari per il Corriere Romagna
Tranquilli: nessuno ha nominato il Barcellona. Seconda buona notizia: Nicola Campedelli, a differenza di colleghi più medagliati di lui, non ha riempito l’aria di fumo ed è passato direttamente all’arrosto. Allenamento. Prima di passare agli annunci bellici e alla costruzione della squadra, Campedelli affronta l’argomento sintetico. A lui piace: «In questi tre anni ho sempre lavorato sul sintetico. Per me è un valore aggiunto perchè come infortuni muscolare ne ho contati un paio all’anno. Il sintetico mi permette di lavorare con continuità ed efficacia e quindi ci alleneremo sempre lì, allo stadio». Ma non è l’unica novità quando si parla di metodologie: «Come strumento di lavoro, una volta alla settimana, utilizzo la sabbia. In questi due anni, al martedì, ci siamo allenati a Ronta proprio su una sabbia particolare, e non marina, che ha limitato gli infortuni e agevolato i recuperi». Fame. Poi si entra nella parte dell’arrosto: «Adesso è presto fare i nomi dei giocatori, meglio pensare alle loro caratteristiche. Dovranno essere bravi ed affamati e non mi interessa da quale categoria arriveranno. Voglio una squadra con la bava alla bocca per tutta la settimana, perchè solo così si cresce e si ottengono i risultati. L’eventuale ripescaggio? Adesso il Cesena è in serie B e dunque prepariamo la B, provando ad allestire un gruppo competitivo e voglioso. Il patentino non è un problema (Campedelli ha quello di seconda categoria, ndr): ho fatto la richiesta per l’ammissione al Master e una volta ottenuta avrò i requisiti per allenare. E’ soltanto una formalità». Tattica. Affiancato da due bianconeri doc come Piraccini e Groppi (ancora da decidere il preparatore dei portieri, ma dovrebbe essere il fidato Spinelli), Campedelli, che ha firmato un contratto annuale, affronta la questione tattica: «Non ho un modulo fisso, perchè sono i giocatori e non gli allenatori che fanno la differenza. L’ideale è avere una squadra polivalente, come il Bellaria di quest’anno, per sfruttare al massimo le qualità dei propri giocatori». Un pensiero ai tifosi e all’ambiente: «Che ci sia diffidenza è normale, ma è altrettanto normale che la gente non mi conosca come allenatore. Non devo chiedere niente a nessuno, ma solo dare il massimo e pedalare. I tifosi del Cesena, prima di volere una squadra che vince, pretendono una squadra che combatte. Da chi ripartiamo? Prima di scegliere, devo confrontarmi con alcuni di loro, ad esempio i portieri. Se invece mi chiedete il parere su alcuni giocatori che ho allenato e che conosco, beh, posso dirvi che Turchetta è molto valido e verrà inserito in squadra». Altre notizie - Rassegna stampa
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