© foto di Federico De Luca
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E’ passato un girone: 18 partite senza vittoria, appena 7 punti raccolti e un altro allenatore esonerato. Sembra passata una vita: da una vittoria trionfale in casa contro una diretta concorrente ad una sfida senza storia per un Cesena già retrocesso e matematicamente ultimo a cui Mario Beretta prova a trasmettere ancora un po’ di dignità.
Beretta, il Cesena con quali stimoli affronta il Novara?
«Il nostro obiettivo deve essere quello di centrare una vittoria che non arriva da troppo tempo e che sinceramente ci meriteremmo. In carriera, poi, non mi era mai capitato di restare 13 partite consecutive senza vittoria e quindi voglio chiudere questa parentesi poco positiva».
Ora che l’ultimo posto è certo, l’unico piccolo obiettivo sarebber quello di accorciare il divario dalla penultima, che potrebbe anche rivelarsi fondamentale…
«Esatto e noi non vogliamo lasciare nulla di intentato. Non so cosa succederà in un’estate che si annuncia caldissima per quel che riguarda il calcio italiano, ma se arrivasse un’eventuale penalizzazione del Novara, noi dovremo essere pronti a scalare una posizione per non avere rimpianti».
Che partita si aspetta al Piola?
«Beh, il Novara vorrà fare bene in quella che è l’ultima partita interna della stagione e vorrà quindi regalare una gioia ai propri tifosi. I piemontesi hanno affrontato tutte le ultime partite con grande spirito e grande abnegazione, basta guardare quella di mercoledì contro la Fiorentina, quando erano anche andati in vantaggio di due reti. Se guardiamo la loro rosa, poi, ci accorgiamo che nel reparto avanzato hanno gente del calibro di Caracciolo e Mascara e in mezzo al campo schierano Rigoni, che quest’anno ha fatto faville».
Quanto si sente penalizzato dagli infortuni?
«Tantissimo e anche prima che arrivassi io la situazione è stata terribile. Anche contro il Novara dovremo fare a meno, fra gli altri, di Mutu e Iaquinta ed il nostro potenziale offensivo non può che risentirne. Gli infortuni cambiano le stagione delle squadra di vertice, figuriamoci delle piccole, che non hanno rose così ampie. Questo, comunque, aiuta ad inserire in prima squadra i giovani e noi non ci siamo assolutamente fatti scappare questa occasione: in mezzo alla negatività, infatti, abbiamo fatto conoscere la serie A ad Arrigoni e fatto esordire Lolli, Urso e Filippi».
Punterà sulla difesa a tre anche nella partita di Novara?
«Mi mancherà Benalouane, che nelle ultime tre uscite, tutte contro squadre di altissimo livello, si è comportato davvero da grande giocatore. In fondo lui in allenamento ha sempre dimostrato qualità fisiche e tecniche notevoli e se riesce a mantenere la concentrazione e frenare la sua irruenza per tutti i novanta minuti è un giocatore da grande squadra. Detto questo, dovrò valutare le condizioni di tutti i difensori, a partire da Ceccarelli, che ha giocato tre partite nel giro di pochi giorni dopo essere rimasto fermo per un po’ di tempo».
In porta giocherà ancora Ravaglia?
«Anche questa è un’altra situazione da valutare. Ogni volta che Nicola è stato chiamato in causa si è dimostrato attento e pronto per questi palcoscenici. Anche contro l’Udinese ha fatto un paio di uscite che dimostrano la sua grande personalità. Ora gli manca solo di fare un po’ di esperienza in un campionato difficile come la serie A».