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CORRIERE ROMAGNA. Quella volta che i tifosi cesenati e novaresi festeggiarono insieme
06.05.2012 12:00 di Giovanni Guiducci
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Fonte: Corriere Romagna
Sfumata anche la possibilità di arrivare almeno penultimi, il Cesena di Mario Beretta si presenta a Novara senza più stimoli di classifica, se non con quello di interrompere la striscia record di 18 gare senza vittorie, iniziata proprio dopo la gara dell’andata contro i piemontesi (3-1). Tifosi in festa. Senza stimoli, ma in un contesto ben diverso dall’attuale, i bianconeri affrontarono il Novara pure all’ultima giornata del campionato 1972-’73. La domenica precedente il Cesena aveva conquistato matematicamente la prima storica promozione in serie A con un turno di anticipo (Cesena-Mantova 2-1). Dopo una settimana di festeggiamenti interrotti, che si susseguirono un po’ in tutta la Romagna, anche la tifoseria era ormai esausta. Il club Forza Cesena di Torre del Moro, l’embrione da cui sarebbe presto sorto il Centro Coordinamento, organizzò pullman per la trasferta di Novara, ma non ne riuscì a riempire interamente neppure uno. Un manipolo di una trentina di fedelissimi partì comunque a bordo di un torpedone mezzo vuoto. Tra questi c’erano il supertifoso Alberto Leonardi e Diego Ridolfi, l’attuale vice presidente del Coordinamento. I due, una volta raggiunta la città piemontese, furono protagonisti di un simpatico episodio. Prima del gara fraternizzarono con un gruppo di tifosi del Novara fuori da un bar, poi uno di questi andò a prendere una gip scoperta e invitò alcuni tifosi cesenati a salire con le loro bandiere bianconere. A clacson spiegati e con altre auto munite di bandiere azzurre che, nel frattempo si erano accodate, il mini corteo di tifosi delle due squadre sfilò per le vie del centro cittadino in segno di festa e di amicizia. Sconfitta indolore. All’epoca non si giocava al Silvio Piola, bensì al vecchio stadio Comunale di via Alcarotti dove il Novara rimase sino alla stagione 1975-’76. I tifosi romagnoli furono sistemati in tribuna laterale scoperta per assistere ad una gara che anche per i padroni di casa, già salvi, diceva poco. L’allenatore del Novara era Carletto Parola, quello della famosa rovesciata immortalata dalle figurine Panini, mentre il tecnico del Cesena era Gigi Radice il quale per l’occasione diede spazio tra i pali all’esordiente Luciano Zamparo. Il vice Mantovani però dopo appena un minuto si era già dovuto inchinare per l’autorete di Frosio. A metà ripresa Radice buttò nella mischia un altro debuttante, il 17enne Paolino Righi, ex compagno di scuola di Diego Ridolfi e futuro preparatore atletico del Cesena (1983-1997). Nel finale arrivò anche il 2-0 firmato dall’ex Fabio Enzo. La sconfitta non impedì al Cesena di concludere il campionato al secondo posto, alle spalle del Genoa, appaiato al Foggia, anch’esso sconfitto in quell’ultima giornata. Imbattuti al Piola. Quel ko indolore di 39 anni fa rimane l’ultimo del Cesena ad opera del Novara. Considerato che all’epoca si giocò al vecchio Comunale i bianconeri sono dunque imbattuti al Piola, che in questa stagione hanno già calcato in estate per un match amichevole (2-2), quando ben altre ero le prospettive per il campionato che stava per iniziare. Altre notizie - Rassegna stampa
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